Una serie di incontri. Informali, formali, fuggitivi, casuali, intensi, brevi. Tutti legati da un doppio sentimento: rabbia e delusione. De Rossi, a detta di tanti, dirà addio alla Roma e ieri ha esternato il suo malcontento a un po’ tutto lo stato generale della Roma. Passi verso l’addio? Probabile,anche se in cuor suo Daniele spera che qualcosa di diverso succeda e come per magia, la rotta si inverta di nuovo. Il sasso è stato lanciato, si attende l’evolversi degli eventi. La società gli ha mostrato vicinanza, gli ha teso la mano. Basterà? Vedremo.
A pranzo, il primo appuntamento. All’Eur con quello che considera un amico e allo stesso tempo il primo referente della proprietà: Daniele sceglie come commensale l’avvocato Mauro Baldissoni, consigliere di amministrazione, nonché legale della cordata Usa. L’incontro è andato in scena prima che Daniele rispondesse al richiamo di Zdenek Zeman, allenamento fissato per il pomeriggio. Pranzo leggero, chiacchierata sostanziosa. De Rossi in tenuta casual, jeans e maglione verde a girocollo, Mauro in giacca e cravatta. Tavolo da due. Baldissoni non era stato delegato dai dirigenti, Baldini e Sabatini, De Rossi ha sentito il bisogno di riferire prima a lui poi ai dirigenti ciò che sta vivendo in questo momento. Il centrocampista ha fatto il punto della situazione, su come ci è arrivato e come ne potrà (se ne vorrà) uscire. Baldissoni ha ascoltato, ha preso atto, lo ha capito: la testa di Daniele ora non è il massimo della serenità.
Il Messaggero – Alessandro Angeloni