Corriere dello Sport (G. Marota) – Tammy Abraham manda baci verso il cielo, poi verso gli spalti dove sono tutti pazzi di lui. E dopo ancora si tocca il cuore, dove c’è lo stemma: batte la mano destra sul petto, come a voler dire al mondo che Roma è diventata parte della sua anima da guerriero.
La sente dentro, la vive dentro. E con orgoglio rivendica il carattere suo e della squadra: «Abbiamo lottato, era una squadra difficile il Vitesse: l’avete visto anche all’andata». Abraham non smette mai di crederci e finisce per trascinare tutti i compagni, anche quando sembra finita e i fischi coprono gli applausi. Nell’intervista post partita gli viene da sorridere: sa che il 21° gol della sua annata (il settimo in Conference League) è arrivato al termine di una partita giocata male dalla Roma, ma che potrà cambiare il volto della stagione a 72 ore dal derby.“Questa vittoria è importante per noi e per il pubblico – le parole del centravanti a fine gara – Siamo tutti campioni e sappiamo che non è stata la nostra migliore partita. Ma abbiamo fatto gol e ci siamo presi i quarti di finale: questo contava. Non c’è niente di meglio che chiudere una partita così, correndo sotto la Sud per festeggiare”.
Per l’inglese è stata una serata storica, in tutti i sensi: con il guizzo al 91′ ha agganciato Gabriel Batistuta e Vincenzo Montella nella speciale classifica dei bomber romanisti alla loro prima stagione nella Capitale.