Il Genoa illumina la Roma e allunga la vita a Garcia

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Il Giornale (M.Di Dio) – Se è sufficiente guardare il bicchiere mezzo pieno e mettere da parte i problemi evidenti della squadra, la vittoria di ieri con il Genoa – la prima dopo 42 giorni è da salutare come un evento positivo («siamo sempre a tre punti dal secondo posto e in piena corsa per il campionato», sottolinea il tecnico della Roma Garcia).Ma se è vero che i tre punti sono buoni in chiave di classifica, è altrettanto vero che non nascondono le magagne di un gruppo spento, avvilito, persino sconclusionato. E la cartina torna sole è l’attuale condizione di Dzeko, lontano anni luce dal bomber ammirato a livello europeo e ieri espulso per la prima volta in carriera dopo una protesta ingenua verso l’arbitro. Fortunatamente, in un altro pomeriggio dove il gioco ha latitato, la truppa romanista ha trovato di fronte un avversario imbarazzante – 5 ko di fila Coppa Italia compresa – che sta peggio di lei e che ieri doveva fare a meno di 4 uomini squadra. I giocatori della Roma sono con l’allenatore, tanto per eliminare quelli che sono più che spifferi arrivati da Trigoria e che hanno messo a rischio la panchina del tecnico di Nemours. Lo attesta l’immagine di Florenzi che, dopo il gol che sblocca la partita e ferma a 343’ il digiuno di reti della Roma, corre verso la panchina e abbraccia Garcia, seguito dagli altri compagni.

Il gesto suscita i fischi dei ventimila scarsi presenti all’Olimpico, ma evidenzia anche che con buona pace dei tifosi per ora si andrà avanti così. A meno di nuovi rovesci clamorosi, il cambio avverrà non prima di giugno, a naturale scadenza di un progetto tecnico mai decollato. Nel frattempo, la squadra ritroverà energie (fisiche e nervose) nella sosta natalizia, mentre la società – liberata dall’impegno di cercare il traghettatore inizierà magari a lavorare per ritoccare la rosa. «Il futuro di Garcia? Mi dispiace, non c’è sangue oggi, ci sarà ma non quello del mister», lapidario il ds romanista Sabatini. A chi si riferisce? Florenzi spiega il gesto di giornata: «L’abbraccio a Garcia? Un gesto spontaneo, tutti abbiamo dato il 110%. In quell’abbraccio è riunita tutta la Roma e tutti i tifosi. E ora basta dire che i problemi derivano dalle sconfitte contro Bayern e Barcellona. I problemi ci sono, ma non è questo». E per tre volte parla di «benzina che non c’è…». Segno di qualche malumore per il lavoro del preparatore Norman. Imposto in estate a Garcia. La traballante truppa giallorossa passa alla cassa incassando una vittoria pesante e il tecnico non può che tirare un sospiro di sollievo dopo una settimana sulla graticola. «Il gesto dei ragazzi mi ha emozionato, ma ancora di più il fatto che abbiano giocato per vincere – così Garcia -. Oggi vediamo la luce fuori dal tunnel ed è tutto aperto per la seconda parte di stagione, recupereremo anche Totti e Strootman e giocando di meno saremo più freschi. Dzeko? Nessun caso. Mi sembra che anche Batistuta al primo anno aveva fatto pochi gol a Natale, poi nella seconda parte di stagione ne fece oltre 20». Intanto la nota lieta arriva dal 18enne gioiellino della Primavera Sadiq, che messo in campo da Garcia nel finale si regala il primo gol in A e pone fine agli affanni romanisti rimasti in 10. Sotto l’albero ci saranno sorrisi e per ora a Trigoria può andar bene così.

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