
Corriere Dello Sport (G.D’Ubaldo) – Ancora una volta ha cambiato le carte in tavola. E’ passato da «vinco solo se resto», oppure «Resto solo se rifanno il contratto a Totti», alla frase di ieri: «Arrivare terzi significa avere una posizione nobile, non è un fallimento». Luciano Spalletti rinvia ancora a fine stagione la decisione sul suo futuro, tiene appesa la società alle sue decisioni. Le sue parole fanno pensare a un riavvicinamento, alla possibilità di tornare sui suoi passi, dopo che già a gennaio aveva in testa un futuro lontano da Roma, dopo che aveva dovuto prendere atto del fatto che il club non aveva avuto la forza di acquistare i due rinforzi che avrebbe voluto (Rincon e Papu Gomez) per tentare di dare l’assalto alla Juve nel girone di ritorno. Ma se per Spalletti il terzo posto non è un fallimento, per la società non entrare direttamente alla fase a gironi della Champions League sarebbe un grave danno. Anche economico. E anche se Monchi si è presentato dicendo che cercherà di convincere Spalletti a restare, ci sono molti dubbi sulla sua conferma, anche da parte della società che non può essere soddisfatta di questo finale di stagione.
SECONDO POSTO – Spalletti deve pensare a vincere stasera, perché dopo il facile successo di ieri del Napoli, se la Roma tornasse da San Siro senza i tre punti verrebbe scavalcata al secondo posto. Vincere significherebbe cancellare l’onta del derby, dimenticare le delusioni patite nelle tre sfide con la Lazio in meno di due mesi, mantenere quel piazzamento di vitale importanza per il futuro che la Roma detiene da ottobre, dopo la vittoria al San Paolo. Da allora non lo ha mai ceduto, sarebbe grave se accadesse proprio nel finale, considerato tra l’altro che domenica all’Olimpico c’è la Juventus, un’altra sfida delicata. Arrivarci ancora al secondo posto significherebbe dare convinzione a una squadra provata dalla delusione dei derby. Spalletti non vuole sciogliere i suoi dubbi sul futuro prima della fine del campionato. Monchi proverà a convincerlo, i due ancora non hanno affrontato l’argomento, ma già Franco Baldini, invitato da Pallotta a marzo alla riunione degli stati generali della società, ci sta provando. Per la Roma tenere Spalletti potrebbe essere la scelta più facile, perché altrimenti le altre strade da percorrere sono piene di ostacoli. A cominciare da quella di Emery, che resta la priorità, ma non si sa se si libererà dal Paris Saint Germain. Ci sono tante situazioni da valutare. Emery è un allenatore di forte personalità, che si è scontrato con alcuni giocatori al Paris Saint Germain. Soprattutto con quelli più esperti. Potrebbe non essere confermato dalla proprietà se non vincesse il campionato.
COERENZA – Spalletti ha dato prova di essere una persona coerente, come giustificherebbe una sua conferma anche senza aver vinto niente? La Roma nell’attesa che il tecnico toscano sciolga i suoi dubbi, sta monitorando la situazione degli allenatori. Ce ne sono tanti che si muoveranno in questo finale di stagione. Tra quelli presi in considerazione ci sono anche due spagnoli che Monchi conosce bene, vale a dire Marcelino e Valverde. Il primo è libero da un anno, dopo avere lasciato il Villarreal, il secondo lascerà l’Athletic Bilbao ed è in corsa per la panchina del Barcellona come successore di Luis Enrique. Ma c’è un’ala della società che spinge per ripartire con un allenatore italiano e in questo caso Eusebio Di Francesco avrebbe buone chance, anche per l’ottima conoscenza dell’ambiente romano. L’attuale allenatore del Sassuolo sa lavorare con i giovani ed è stato contattato anche dalla Fiorentina.
