Il Corriere dello Sport (J. Aliprandi) – Se Matías Soulé è esploso a soli 22 anni diventando uno dei protagonisti della Roma, il merito è del suo talento, ma anche di chi lo ha guidato: Ranieri, Gasperini e soprattutto Paulo Dybala, suo punto di riferimento dentro e fuori dal campo.

Da quando è arrivato nella Capitale, Dybala lo ha preso sotto la sua ala: vivono vicini, condividono spogliatoio, tempo libero e persino gli allenamenti privati. Un legame che ha aiutato Soulé a inserirsi rapidamente in un ambiente esigente come quello romanista.
Oltre all’amicizia, c’è un rapporto professionale forte: Dybala è il mentore, Soulé l’allievo. Lo incoraggia, lo corregge e lo spinge a migliorarsi. Celebre l’episodio del derby di aprile, quando Soulé segnò dopo un consiglio tecnico ricevuto proprio da lui nel riscaldamento.

In estate, nonostante le offerte dall’estero, è stato Dybala a convincerlo a restare, certo che questa sarebbe stata la stagione della consacrazione. E aveva ragione: oggi Soulé è una delle certezze del presente e del futuro giallorosso.