Paese Sera – Heinze: “Lavoriamo per vincere. Totti è come il Papa”

di Redazione

“El gringo” non nasconde un sorriso quando glie viene chiesto come ha fatto a diventare subito un leader di questa squadra. Heinze fa spallucce, sorride, ed umilmente prova a far credere che lo cose non stanno proprio così. “A dire il vero non mi considero un leader. Quello che vedono i tifosi non è altro che il mio modo di essere. Credo sia fondamentale, in un gruppo nuovo come il nostro, conoscersi bene e remare tutti nella stessa direzione: per vincere è necessario essere uniti. A me, in particolar modo, piace scherzare e parlare con i compagni. Non lo faccio sempre però… altrimenti il mister si arrabbia!”.

Solo la Roma  Intervistato da Roma Channel, Gabriel Heinze ha voluto raccontare qualcosa del suo passato con le maglie gloriose di Manchester e Real, della fortuna di aver conosciuto Maradona e Cristiano Ronaldo,e di quella di essere giunto qui alla Roma…senza mai aver pensato di andare alla Lazio. “No, non ho rifiutato la Lazio. Personalmente non ho avuto nessun contatto con loro. Nel momento in cui ho capito quanto fosse concreta la possibilità di giocare nella Roma ho deciso di venire a tutti i costi. E con presupposti come questi le trattative sono state molto semplici. Lo dico e lo ribadisco ho sempre voluto la Roma”.
Poco schierato all’inizio del campionato, addirittura c’era chi si chiedeva se il suo non fosse stato un acquisto voluto solamente da Sabatini, senza l’avallo di Luis Enrique. Poi invece, complici l’infortunio di Juan e le incertezze di Kjaer, “El Gringo” si è conquistato un posto da titolare e la fiducia del tecnico spagnolo, di cui ha raccontato le impressioni. “Il volume di lavoro che stiamo facendo è impressionate. E’ una persona sicura e da fiducia a tutti. Ha voglia e le idee chiare e ha fame di vittorie ed è importate per un allenatore. Ci ho giocato contro ed era un giocatore fantastico ora da mister non è cambiato molto. Io ho avuto la fortuna di avere allenatori eccezionali e altri un po’ meno ma sono i calciatori a fare grande un mister e spero che questo gruppo lo possa rendere grande”.
Alex Ferguson, immortale ed instancabile allenatore del Manchester United (e di Heinze), ha accomunato Ryan Giggs e Francesco Totti. Anche “El Gringo” è d’accordo.  “Giggs è un esempio per quello che ha fatto esattamente come Totti sta facendo per la Roma. Poi andare in giro per il mondo e dici Roma tutti dicono Totti e il Papa. Ferguson che ha fatto il paragone con Giggs ha più titoli di me per fare questo paragone. Dal canto mio posso dire che sono due esempi da ammirare”. Si torna in campo domenica, e ad aspettare i giallorossi c’è la Lazio di Edy Reja. Segnare n un deby, qui a Roma, significa entrare nella storia del club. “Mi interessa poco se sono io a segnare, quello che mi interessa sono i tre punti. Io voglio che il gruppo vinca, poi sappiamo che il derby è un contesto particolare, sono tre punti fondamentali, andrebbe benissimo che segnasse anche un compagno e vincessimo la partita. Questo è l’obiettivo per il quale stiamo lavorando“.
PAESE SERA – L. SERAFINI