Home News Hazard: “Parlo regolarmente con Garcia, abbiamo vissuto cose belle insieme. E’ un allenatore molto vicino ai giocatori, è tra i grandi coach francesi”

Hazard: “Parlo regolarmente con Garcia, abbiamo vissuto cose belle insieme. E’ un allenatore molto vicino ai giocatori, è tra i grandi coach francesi”

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Hazard: “Parlo regolarmente con Garcia, abbiamo vissuto cose belle insieme. E’ un allenatore molto vicino ai giocatori, è tra i grandi coach francesi”

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Eden Hazard, attaccante del Chelsea, ha rilasciato una lunga intervista al magazine SoFoot, in cui parla anche di Gervinho e Garcia, rispettivamente suo ex compagno ed ex allenatore ai tempi del Lille. Questo un estratto delle parole del belga:

All’inizio di quest’anno hai dichiarato “Quando gioco bene, il Chelsea gioca bene…
E’ vero, per esempio non ho giocato bene contro il QPR e il Chelsea non ha giocato bene (ride, ndr). Tocca a me a fare la differenza, portare efficacia offensiva, creare movimento, gli spazi, fare gol, fare assist per vincere le partite. A Lille guardavo molto i movimenti di Gervinho. Io ho sempre voluto molto la palla tra i piedi e lui mi disse: “Smettila di chiedere la palla tra i piedi, chiedila in movimento, è allora che inizierai a segnare”.

Sembra che il tuo trasferimento dal Lille al Chelsea nasca da una telefonata che coinvolge te, Gervinho e Drogba …
Un giorno, durante una scampagnata, Gervinho mi chiama: “Eden, Eden, tieni, c’è qualcuno al telefono”. Lui non mi voleva dire chi era, così io prendo il cellulare ed era Drogba. Mi ha detto che dovevo venire al Chelsea. Sono stato molto lusingato, Drogba è stato uno dei migliori, se non il miglior attaccante del mondo, ma nella mia testa non avevo intenzione di firmare il Chelsea.

E l’aneddoto che racconta che Abramovich ti annunciò per telefono che avrebbe triplicato il tuo stipendio?
Non ho sentito Abramovich, avevo ascoltato solo le parole di Drogba. Non so il motivo per cui il tecnico Rudi Garcia lo racconta nel suo libro… Devo chiederglielo.

Hai tenuto buoni contatti con lui?
Parliamo regolarmente, perché abbiamo vissuto cose belle insieme e lui è tra i grandi allenatori francesi. Lui è un allenatore molto vicino ai giocatori. Ci lasciava liberi e noi questo suo comportamento glielo abbiamo restituito alla grande in campo. Egli non si preoccupava troppo di chiederci di fare questo o quello, visto che vedeva che vincevamo quando giocavamo.