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Ha giocato anche l’Olimpico

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Ha giocato anche l’Olimpico
Roma's supporters cheer ahead of the UEFA Conference League semi-final second leg football match between AS Roma and Leicester City at The Olympic Stadium in Rome, on May 5, 2022. (Photo by Isabella BONOTTO / AFP) (Photo by ISABELLA BONOTTO/AFP via Getty Images)

Corriere dello Sport (G. Marota) – Vale la pena restare 14 anni a digiuno da trofei, e ammalarsi inguaribilmente di calcio nell’arco di una vita intera, se questo è il prezzo da pagare per una notte così. Una notte di amore supremo e celestiale, di rumore che spacca i timpani e fa tremare i seggiolini, spazzando via le inquietudini e quella cronica paura (molto romanista) di non farcela.

Stavolta è diverso, il paradiso sembra davvero possibile. E dopo aver goduto in un amplesso collettivo che coinvolge cuore e mente, al fischio finale sugli spalti si piange e ci si emoziona tutti insieme.

La coreografia degli ultras sulle note di “Roma Roma Roma” è da cartolina: tutta la Curva Sud colorata di porpora e oro, con due gigantografie raffiguranti due antichi romani e sotto uno striscione scritto in latino:”In Britannia tutti temevano il nome dei romani“. Messaggio spedito agli inglesi, con i quali i tifosi assiepati in Nord hanno avuto un confronto ravvicinato (lancio reciproco di fumogeni e bottiglie). I romanisti hanno cantato per novanta minuti, sventolando bandiere e sciarpe in ogni settore. Fin dal pomeriggio, la passione ha inondato arterie, vie e strade in tutta la città.