Il Tornatora

Gonalons. Un guerriero con il vizio del gol

di Redazione

Corriere dello Sport (F.Rinelli) – Capitano, leader, punto di riferimento e autentica bandiera di una squadra, il Lione, che l’ha cresciuto fin da bambino. Maxime Gonalons, nazionalità francese, non è stato solo uno dei calciatori più talentuosi visti in Ligue 1 in questi ultimi anni, ma è stato il vero top player della squadra del presidente Aulas. Centrocampista classe 1989, Gonalons, nato a Venissieux, comune francese di 61.000 abitanti, ha mosso i primi passi nel mondo del calcio fra le fila del Villefranche. All’età di 11 anni, nel 2000, il Lione lo tesserò aggregandolo al vivaio. Un talento che ha militato in tutte le categorie giovanili vincendo, con la fascia da capitano sul braccio, il campionato francese delle squadre riserve. Dopo aver superato alcuni gravi problemi di salute, il calciatore fu premiato dalla società.

LA PRIMA SQUADRA – Nel 2009 firmò il suo primo contratto da professionista entrando nella Prima Squadra del club. Da lì in poi, Maxime, è stato uno dei tanti giovani messi al centro del progetto Lione all’indomani della crisi societaria che costrinse la società, nel 2012, a cedere tutti i pezzi pregiati. Con lui, dal settore giovanile, giunsero anche i vari Lacazette, Grenier e Umtiti (ceduto poi al Barcellona). Complessivamente, con la maglia del Lione, ha totalizzato 334 presenze. Sono 242 quelle in Ligue 1, ventinove in Champions e ventidue in Europa League. Nel corso della sua permanenza nel club francese, Gonalons ha dimostrato di essere un calciatore molto duttile. Ha giocato infatti anche 16 partite come difensore centrale, realizzando anche un assist. Gonalons garantisce ordine, intelligenza calcistica, piedi buoni e dinamismo. Un centrocampista di rottura molto bravo dal punto di vista fisico e capace di far partire l’azione dalla propria area di rigore. Abile nel gioco aereo e sempre pericoloso in situazioni da calcio da fermo.

IL TERZO COLPO – Con lui, dopo gli acquisti di Hector Moreno e Karsdorp, la Roma ha piazzato tre colpi fondamentali in zone nevralgiche del campo. Due perni centrali, il francese e il messicano, più la velocità, il dinamismo e la capacità d’inserimento dell’olandese ormai ex Feyenoord. Uomini importanti e soprattutto adatti al gioco spumeggiante e rapido di Eusebio Di Francesco.