CORRIERE DELLO SPORT (Mimmo Ferretti) – Malen non basta. O meglio, non gli basta. Non basta a Gian Piero Gasperini, che è quanto mai convinto che la sua Roma possa recitare fino in fondo un ruolo da autentica protagonista in campionato. A patto di avere gli uomini giusti per farlo, ovviamente. Ecco perché sta premendo sulla dirigenza/proprietà per avere altri giocatori tipo Donyell. Vorrebbe un altro attaccante, ad esempio; centrale, possibilmente. Robinio Vaz sarà l’uomo del futuro, per il presente serve altro.

Si accontenterebbe (forse) di una punta esterna e sa perfettamente che mancano rincalzi importanti sulle fasce. Il tempo per migliorare ulteriormente la rosa non manca, Massara è al lavoro per accontentare il tecnico e i Friedkin hanno dimostrato di non tirarsi indietro. Ipotizzare almeno altri due innesti non quindi è così esagerato. Con un occhio attento pure alla difesa, viste le ultime brutte notizie.

A proposito di difesa. È una Roma che merita 10. Dieci come le partite chiuse in campionato senza reti al passivo. Dieci clean sheet che sono (stati) parte attiva e integrante nella costruzione del miglior reparto del torneo, 12 reti (5 in casa, le altre lontano dal Cupolone) beccate in 21 partite. Un fattore che, in tempi di carestia offensiva, ha consentito a Gasperini di restare a galla nella parte alta della classifica.

È evidente che gli scintillanti numeri difensivi prodotti in campionato non vanno accomunati in via diretta soltanto a Svilar: è la squadra intera ad aver difeso bene, poi Mile talvolta ci ha messo (tanto) di suo. Ruoli chiari, compiti definiti: tre marcatori, due esterni a supporto in caso di necessità, mediani multiuso e atteggiamento mentale tipo “qui non si passa”. Ecco perché i numeri esaltano la difesa, ma i complimenti andrebbero allargati all’intera fase difensiva della squadra.

Una Roma che nel nuovo anno ha beccato, in 4 partite (3 lontano dalla Capitale), soltanto la contestata rete dell’Atalanta a Bergamo. Da tre turni ha la porta inviolata e (anche) questo le ha consentito di vincere tre gare consecutive contro Lecce, Sassuolo e Torino. E non era mai accaduto che i giallorossi centrassero un filotto così a porta sbarrata.

Gasp è stato costretto a fare i conti con l’emergenza, ma non soltanto quando ha potuto schierare i suoi fedelissimi le cose sono andate sistematicamente bene. Segno che c’è una cultura difensiva ben radicata all’interno del gruppo. Le doti di alcuni singoli sono fuori discussione, ma a colpire è la qualità difensiva complessiva. Che non significa pensare prima di tutto a difendersi, ma semplicemente che chiunque sa come comportarsi se/quando è necessario farlo.