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Il Tempo (E.Menghi) – Pro o contro, il mondo del calcio parla del caso Totti e, come sempre, si divide. Negli spogliatoi di Serie A, così come nei camerini dei cantanti, alle orecchie di ex giocatori e tifosi romanisti, ovunque è arrivata l’eco della notizia che ha scosso Roma. Un terremoto calcistico che vede protagonista uno dei mostri sacri del campionato italiano.

«A Roma quando tocchi Totti è un casino», ammette Sinisa Mihajlovic nella conferenza stampa alla vigilia del fondamentale Napoli-Milan. «Io – continua il tecnico serbo – diciamo che rispetto Spalletti e sono amico di Totti. Servirebbe più chiarezza. Mi dispiace per Francesco, ma l’allenatore avrà le sue motivazioni. Si dovrebbe smettere quando si è all’apice della carriera, perché dopo la gente si dimentica di quello che hai fatto». Un consiglio da amico. Uno da tifoso giallorosso glielo dà Francesco De Gregori, di professione cantautore: «Quando diciamo che Totti è a fine carriera – ha sostenuto a Radio Radio – diciamo una cosa sbagliata, perché la carriera di Totti appartiene all’uomo e non al calciatore e lui è tutt’altro che alla fine. Io ho molto apprezzato Totti, in questi ultimi tempi, la sua leggerezza nello stare in panchina, il suo non creare problemi, non dire mezza parola sbagliata. Anche il giochetto con Pjanic… Io sarò grato a Totti non solo per i gol che ha fatto, per le partite che ci ha fatto vincere, ma anche di questo atteggiamento da intellettuale. Inconsapevolmente lo è stato e lo sarà sempre di più man mano che andrà avanti. È finita la sua carriera agonistica, ma non nel calcio». Ci ha girato intorno per dire che gli scarpini al chiodo, seppur pieni di bei ricordi, andrebbero appesi.

Un altro cantante, Antonello Venditti, autore dell’inno giallorosso, ha diviso le responsabilità: «In questa storia sbagliano tutti. A noi rimane una profonda tristezza. Roma è in subbuglio, Totti rimandato a casa! Ma casa sua – ha scritto in un post sui social network – è Roma e la Roma. Capisco che il rispetto deve essere reciproco, ma ci sono modi e tempi… Pensate come ci sentiamo noi che amiamo la Roma: a noi chi ci rispetta?». Nei panni di Totti ci si è messo Ronaldo, intervistato a Che tempo che fa : «Ho vissuto la stessa situazione. Nel 2002 fui io a chiedere al presidente di scegliere tra me e Cuper (allora allenatore dell’Inter, ndc) e lui scelse Cuper». Bobo Vieri difende il capitano giallorosso: «Francesco sta ancora bene fisicamente, dipende sempre da lui. L’importante è che nessuno gli dica quello che deve fare. Deve fare le sue scelte, se vuole andare all’estero va, se vuole rimanere a Roma resta. Qualsiasi decisione prenderà sarà quella giusta. Spalletti lo conosco molto bene, è un grandissimo tecnico, una grande persona e lavora molto bene». Nulla da rimproverargli insomma. Marcello Lippi ha allenato Totti in Nazionale e ha vissuto la vicenda da lontano, perciò non si sbilancia ma tiene a cuore il capitano romanista: «Non me la sento di esprimere un giudizio a 500 km di distanza su quanto sta succedendo alla Roma, posso dire, però, che mi dispiace per entrambi».

Eusebio Di Francesco a Roma ci ha giocato, a braccetto con Totti: «Il mio rapporto con Francesco è bellissimo, è tutt’ora mio amico. Dispiace per ciò che è accaduto, ma penso che le componenti non siano solo allenatore e giocatore, c’è anche una società alle spalle e credo siano importanti delle prese di posizione in questo senso. Io non sto dalla parte di nessuno. Il paragone con la vicenda di Del Piero? La Juve l’ha gestita in maniera diversa, la posizione era stata presa dal presidente e non dall’allenatore. Totti ha dato cuore e anima per la Roma. È ovvio che è difficile smettere, ci sono passato anche io, ma è possibile che ci si arrivi a farlo capire anche in una maniera diversa». Vincenzo Montella si sacrificherebbe volentieri per far felice Totti: «Se viene alla Sampdoria glielo diamo noi il rispetto». Sandro Mazzola non ha dubbi: «Sto con Totti. Quando entra anche per 15-20 minuti lui fa calcio, cambia le cose. Mi meraviglia questa decisione di Spalletti: come si fa a cacciare uno come Totti?». Gli fa eco un ex, Giancarlo De Sisti: «Adesso tocca alla società aprire un confronto per risolvere il caso Totti. A perdere in questa situazione è la Roma». Paolo Di Canio, ex bandiera della Lazio: «Vicenda brutta. Forse ci si deve accorgere che il campo è diventato lungo e largo. Totti non dovrebbe essere “sopportato” dalla società».