E’ proprio tutto. Ciao, ciao, ciao“. Aveva salutato così, come al solito, il suo pubblico appena 12 giorni fa, quando il Coronavirus aveva cancellato già quasi tutte le partite per intero. Si era congedato a suo modo Massimo Ruggeri chiudendo l’ennesima puntata de “La Signora in Giallorosso”, talk show che si era inventato più di 20 anni fa. Nessuno potevo immaginare che quello sarebbe stato il suo ultimo saluto, di un conduttore molto amato dalla tifoseria. Massimo Ruggeri era moderato, stile anglosassone. Elegantissimo, non solo davanti alle telecamere, e misurato. Un lord finito a vivere ai Parioli, ma con accento sette colli doc. Lo ha tradito il cuore. Ruggeri era quello che a Roma chiamiamo “un signore” di aspetto e, soprattutto, di fatto. Una passione travolgente quella per la Roma e a malapena il bridge, di quale era campione indiscusso, poteva reggere il confronto. Nel salotto allestito assieme alla storica firma del giornalismo sportivo Giubilo e a Gianfranco Viti, sono nati e cresciuti tantissimi giornalisti diventati figure di riferimento per gli appassionati romanisti. Davanti alle sue telecamere hanno sfilato Andreotti, il presidente Senti ed Angelini. Fra i tanti che lo piangono Zibi Boniek: “Un amico vero, un romanista unico“. Lo riporta R.Buffoni su Il Messaggero.