Un uomo libero. Franco Baldini può finalmente iniziare la seconda vita da romanista. La sua missione inglese è conclusa con la qualificazione agli Europei, ottenuta grazie al pareggio di venerdì in Montenegro. La prossima settimana il dirigente sarà in Italia, non ancora a Trigoria, dove si insedierà subito dopo il derby. Doveva succedere ed è successo. L’ex direttore sportivo dello scudetto 2001, salutato senza gratitudine da Rosella Sensi nel 2005, ha sfiorato il ritorno a Trigoria almeno altre due volte: chiunque in questi anni voleva acquistare la Roma ha pensato a lui, dagli uomini di Soros, che in buona parte sono gli stessi di DiBenedetto, a Fioranelli. Persino il contestato Angelucci progettava di affidarsi a un dirigente tanto stimato e amato per far cambiare idea alla gente. Baldini ha ascoltato e ringraziato, ma già sapeva come sarebbe andata a finire. Un anno fa ha ricevuto la prima telefonata in cui gli è stata prospettata la possibilità di guidare la Roma americana. Ci ha messo poco a convincersi «anche se – come ama ripetere con la sua sottile ironia – a lungo ho sperato che non mi prendessero…».
La nuova sfida è affascinante e pericolosa al tempo stesso. Se n’è andato dall’Italia dopo aver contribuito alla distruzione del sistema-Moggi, ha girato il mondo passando per il Sudafrica e la Spagna, si è innamorato di Londra e ora eccolo di nuovo qui nella città che lui definisce «selvaggia» e che «non mi perdonerà niente». Hanno già iniziato: lo sbarco post-datato rispetto ai proprietari americani ha fatto storcere il naso a parecchi. Ma lui con gli americani aveva messo in chiaro le cose sin dall’inizio: la federazione inglese, con la quale continuerà a collaborare fino all’Europeo, lo avrebbe liberato soltanto a qualificazione ottenuta. In questi mesi è stato comunque lui a guidare ogni scelta della Roma. Partendo dagli uomini: Sabatini e Fenucci per la dirigenza, Gemignani come nuovo responsabile del settore medico, Lo Monaco per la comunicazione.
Ha condiviso con Sabatini la scommessa Luis Enrique e si è confrontato giorno per giorno su ogni singola operazione di mercato. Ora è pronto a sedersi sulla poltrona di direttore generale, con un contratto da top manager che deve ancora definire nei dettagli. La durata non è stata fissata e non sarà un problema: basterà una stretta di mano per separarsi dalla Roma quando arriverà il momento. Baldini avrà uno stipendio da top manager, con degli incentivi legati al raggiungimento di determinati obiettivi, e un ufficio di «passaggio» a Trigoria in attesa di inaugurare la nuova sede della società all’Olimpico che sarà pronta all’inizio del 2012. L’inizio della nuova avventura gli presenta subito le prime spine. Baldini dovrà confrontarsi con Totti per chiudere definitivamente la polemica scatenata da quel «pigro» male interpretato dal capitano. Da allora si sono parlati soltanto via sms, ora è arrivato il momento di dirsi tutto in faccia. Poi c’è l’altro capitano da sistemare: Baldini deve intervenire sul contratto di De Rossi che vive una preoccupante fase di stallo. Sfruttando i buoni rapporti con il procuratore Berti, il dg può riuscire a sbloccare l’impasse. Presentarsi a Roma con la firma di De Rossi sarebbe un bel colpo. Un colpo da Baldini.
Il Tempo – Alessandro Austini