Fonseca: “Vogliamo arrivare lontano in Europa League. La Roma ha subito una grande trasformazione” – VIDEO

Il tecnico della Roma, Paulo Fonseca, ha rilasciato un'intervista a Fox Sports Brasile ed ha parlato del suo impatto con il calcio italiano e degli obiettivi stagionali

di Redazione

Il tecnico della Roma, Paulo Fonseca, è intervenuto ai microfoni di Fox Sports Brasile, parlando di come si è adattato al calcio italiano e delle sue caratteristiche rispetto ad altri allenatori. Al portoghese è stato chiesto poi quali sono gli obiettivi stagionali della sua squadra, tenendo in considerazione anche il momento del calcio italiano, fermo ormai da più di un mese a causa del Coronavirus. Di seguito, le sue dichiarazioni:

La questione stipendi?

È un momento molto difficile per tutti e quindi abbiamo deciso di collaborare col club.

La sua opinione sul ritorno in campo?

Penso che ci siano le condizioni per giocare il resto del campionato. È vero che le condizioni qui in Italia sono difficili, ma negli ultimi tempi ci sono stati miglioramenti nei numeri del contagio. Io sono favore di creare le condizioni di sicurezza per tornare a giocare. Qua in Italia va crato un protocollo di protocollo e spero venga fatto quanto prima, con la speranza di tornare in campo a breve.

Roma?

È una città bellissima, organizzata molto bene. È un grande piacere esser l’allenatore della Roma.

Differenza tra arbitraggio italiano e portoghese?

Gli arbitri italiani sono molto bravi, in Italia c’è una delle migliore scuole arbitrali al mondo. In Portogallo si sta creando la condizione di professionalizzazione degli arbitri, il loro livello sta migliorando molto.

Com’è fare un calcio offensivo in un campionato tradizionalmente difensivo?

È vero che c’è questa immagine che il calcio italiano sia molto difficile. Ora che sono qui, posso vivere questa situazione e dire che è vero che le squadre italiane sono molto forti del punto di vista difensivo, con una organizzazione difensiva molto rigorosa, difficile da scardinare. Ma c’è da dire anche che in questo momento che sono a casa ho verificato in quali campionati europei si fanno più goal e la Serie A è la seconda per numero di goal segnati subito dietro al campionato inglese. Io sono un allenatore cui piace dominare il gioco, dirigere la partita, e giocare nella metà campo offensiva. In un club come la Roma non potrei cambiare le mie convinzioni. Stiamo cercando di costruire una squadra dominante che sia sempre vicina a dirigere il gioco e concretizzare. Questo è un campionato dove ogni partita ha una storia a se ed è molto difficile segnare, ma come ho detto non rinuncio ad avere una squadra offensiva.

Jorge Jesus?

Ero un giocatore di Jorge Jesus alla fine della mia carriera e devo dire che è stato nel momento in cui ho iniziato a pensare di fare il coach. Jorge Jesus ha molta influenza sulla mia formazione come allenatore. Ho imparato molto da lui, era un tecnico che era già davanti agli altri. E oggi, continua a mostrare la sua qualità. Tatticamente, è uno dei migliori che possiamo conoscere.

Jesualdo Ferreira?

Jesualdo è un altro grande allenatore, di grande qualità. Devo dire che era particolarmente importante in un momento in cui il Portogallo aveva bisogno di allenare i giocatori ed era una delle persone che insegnavano più ad allenare il calcio in Portogallo. Sono tecnici di alta qualità. Jorge Jesus ha già dimostrato la sua qualità in Brasile. E sono sicuro che anche Jesualdo mostrerà la sua qualità.

Hai lavorato in carriera con molto giocatori brasiliani. Come ti sei trovato? Qual è il miglior giocatore brasiliano che hai allenato?

È una domanda difficile. Ho lavorato con molti giocatori brasiliani, loro hanno grandi qualità tecniche, sanno adattarsi a diversi contesti, qualità che non è facile da trovare. Allo Shakhtar ho vissuto una situazione molto particolare, perché metà della squadra era brasiliana e tutti mi hanno aiutato molto ad integrarmi perché ho potuto continuare a parlare in portoghese. Allo Shakhtar Taison, Marlos, Fred, Alan Patrick sono tutti grandi uomini e grandi professionisti, con i quali ho potuto lavorare. Qui nella Roma ho Juan Jesus e Bruno Peres. Io ho sempre apprezzato i giocatori brasiliani, mi è sempre piacuto lavorare con loro. La scuola brasiliana continua a sfornare grandi giocatori.

Quale giocatore brasiliano osservi con attenzione?

Ci sono grandi giocatori brasiliani in Europa, anche in Italia come Danilo, Alex Sandro, Douglas Costa. Ce ne sono molti, Neymar su tutti. Non voglio rivelare nomi, perché sennò dicono che voglio portarli a Roma.

Mourinho, Klopp o Guardiola?

Mourinho è la nostra bandiera, tra i migliori allenatori al mondo. Ha dato un grande contributo al calcio portoghese. È stato un innovatore sotto molto aspetti in un momento in cui il calcio portoghese era in trasformazione e ha un percorso incredibile. Klopp è l’allenatore del momento, ha capacità caratteriali uniche e ha costruito una squadra molto forte, ma ha avuto un po’ di tempo alla disposizione. Peràrò devo dire che sono un grande ammiratore i  Guardiola. Non esiste e difficilmente esisterà un allenatore come Guardiola.

Chi è il miglior giocatore portoghese, Eusebio o Cristiano Ronaldo?

Purtroppo non ho visto Eusebio giocare dal vivo, ero molto piccolo, ma so ovviamente che è stato uno dei migliori del mondo. Ma non ho dubbi di affermare che le cose che sta facendo Cristiano Ronaldo sono al di sopra di quelle fatte da qualsiasi altro calciatore portoghese. Posso dire che CR7 ha già superato Eusebio, nonostante sia nato anch’io in Mozambico come Eusebio e ho una grandissima ammirazione per lui.

Obiettivi della Roma in questa stagione?

La Roma è in un periodo di totale trasformazione. Ha un nuovo allenatore, un nuovo direttore sportivo e una squadra nuova. Stiamo costruendo le basi. Vorremmo arrivare in Champions o attraverso il campionato sia attraverso l’Europa League, dove dobbiamo giocare contro il Siviglia, una squadra molto forte e una grande tradizione in questo torneo. Il nostro obiettivo è arrivare lontano in Europa League.