Fonseca cambia modulo. È la Roma dei giocolieri?

La Gazzetta dello Sport (A. Pugliese) – C’è la forte possibilità che che da qui alla fine della stagione laRoma a livello offensivo possa affidarsi a giocatori quasi tutti piccoli, veloci e sguscianti. Perché anche se Dkeko dovesse restare, bisognerebbe capire come.

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È certo che senza un centravanti vero come Dzeko, è più facile che Fonseca possa decidere davvero di continuare con il 3-5-2. Paradossalmente, proprio quello che qualcuno reclamava da tempo, cioè di veder giocare insieme Dzeko con Borja Mayoral. Ci si è arrivati in altro modo e non per una via virtuosa. Ma la Roma del futuro potrebbe essere proprio questa, con Borja Mayoral e al suo fianco un giocatore a dargli manforte: Mkhitaryan o Pedro, in attesa che sia ufficiale anche la firma di El Shaarawy.

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Il 3-5-2, tra l’altro, permetterebbe a Fonseca di continuare a far giocare Pellegrini in un ruolo che balla tra quello di mezzala e quello di trequartista, con Veretout dall’altra parte e Villar a fare il regista davanti alla difesa. Le mezzali avrebbero così capacità d’inserimento, sfruttando anche i movimenti di giocatori piccoli e veloci come quelli d’attacco.

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È chiaro che senza un gigante come Dzeko, anche la manovra e la fase offensiva finirebbe inevitabilmente con il cambiare. Molta più manovra, molti più scambi, meno palloni alti e meno sponde. All’anagrafe Borja Mayoral è alto 1,82 e diventerebbe di fatto lui il più alto della batteria di attaccanti della Roma, visto che tutti gli altri sono al di sotto (e in alcuni casi anche di molto) dei 180 centimetri. Pedro è sicuramente l’esempio estremo, con i suoi 167, poi vengono i 173 centimetri di Carles Perez, i 177 di Mkhitaryan e i 178 di El Shaarawy.

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