Giocatori sul piede di guerra per gli stipendi: “La nostra pazienza ha un limite”

Il vicepresidente dell'Aic: "La pazienza ha un limite e speriamo si possa tornare a ragionare sulle norme".

di Redazione

Corriere della Sera (G. De Carolis) – La ripresa del campionato si sta affacciando e crescono in maniera esponenziale anche le possibili date per il rientro in campo. Allo stesso tempo però cresce la curva delle polemiche e delle minacce. Il ministro per lo Sport Spadafora ha dichiarato ieri che farà in modo che il 28 si possa decidere se e quando ripartire. Si dovrà trovare una convergenza sul protocollo per la ripresa del campionato tra club, federazione e Cts. Intanto c’è un fronte caldo per la Figc. I calciatori sono sul piede di guerra per la questione stipendi, come esplicitato dal vicepresidente dell’Aic: “Nessuno ha mai pensato ad uno sciopero, si sono resi conto dell’astrusità delle norme approvate e contano molto sulla nostra responsabilità. La pazienza ha un limite e speriamo si possa tornare a ragionare sulle norme”.