
La Repubblica (F.Ferrazza) – Strootman e Nainggolan decidono il derby. E oggi pomeriggio (ore 15) i tifosi potranno festeggiare la vittoria per 2-0 sulla Lazio al Tre Fontane, assistendo a quello che sarà un allenamento a porte aperte. La festa è cominciata in campo, si è spostata nello spogliatoio e proseguirà oggi nell’impianto dell’Eur con il bagno di folla scongiurato sabato scorso dalla Questura. È Spalletti ad annunciarlo nel post partita: «Così potranno stare con la squadra anche quelli che non hanno potuto vedere la partita allo stadio». Il tecnico analizza poi la gara dei suoi: «Non è stata bellissima, ma è stata combattuta. Nella ripresa abbiamo giocato bene: era quello il nostro disegno. Il derby ti spinge al di là rispetto ad altre vittorie, ma noi abbiamo altre mire. Ora dedichiamoci al Milan, guardiamo al di là del raccordo, oltre i monumenti: chi vuole restare dentro al recinto lo facesse, ma noi si deve saper guardare oltre». Guarda oltre, Strootman, ma prima si gode il suo gol, quello che sblocca il derby. E che lo fa impazzire di gioia, con quella corsa verso la Sud, inseguito da tutti i compagni, che quasi fanno fatica a stargli dietro. La rete che sblocca il derby è la spinta che mancava all’olandese per rimettere in discesa la strada del suo totale recupero, la chiave per riavere il vero Kevin. «Non mi ricordo il momento del gol – sorride, a fine gara, l’ olandese – Ho preso palla, pensavo Dzeko fosse in fuorigioco, sennò la lasciavo a lui che fa sempre gol. Alla fine ho tirato io, la palla è entrata e sono contento, per la squadra e per i tifosi, che sono venuti ieri a Trigoria e non oggi. E magari riverranno alle prossime partite, perché ne abbiamo bisogno».
E proprio per omaggiare gli ultras della curva assenti, De Rossi ha portato tutta la squadra a esultare davanti allo spicchio della Sud vuoto, a favore di fotografi. «C’era qualche nostro tifoso e lo ringraziamo – le parole del numero 16 – ma le curve fanno la differenza e sembrava che giocassimo in trasferta, che non fossimo all’Olimpico, ma al San Paolo. È stato un derby anomalo, più che in passato, ma adesso, rispetto a quando avevo venti anni, le emozioni le stempero abbastanza bene: laziali e romanisti viviamo da sempre gomito a gomito, non si può sentir parlare di guerre». Il capitano getta acqua su fuoco della rissa scoppiata in campo in seguito al gol di Strootman: «Lasciamole da parte, le guerre, che già ce ne sono tante». E poi analizza la partita. «Il primo tempo ho sbagliato qualche palletta, ero sempre pressato e mi marcavano a uomo. Ho fatto certamente partite migliori. Ma ne abbiamo parlato mille volte quando ci arenavamo sui pareggi, in maniera stupida. E prendevamo la Juve come metro di paragone. Ora che vinciamo anche noi gare non belle, facciamoci i complimenti, è da grande squadra».