Michele Civita non doveva essere arrestato. Adriano Palozzi, invece, sì. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame che, accogliendo la richiesta dei difensori, ha chiarito come per l’ex assessore della giunta Zingaretti non ci fossero gli estremi per i domiciliari. Come riporta La RepubblicaI due politici sono entrambi accusati di corruzione per aver ricevuto utilità dal costruttore Parnasi. L’ex Pd aveva chiesto di procura un lavoro al figlio. Appena due giorni fa, il gip Maria Paola Tomaselli aveva respinto la richiesta di scarcerazione per Parnasi e nel verbale quest’ultimo aveva alleggerito la posizione di Civita definendolo una persona perbene che “Ha sempre fatto gli interessi dell’amministrazione“. Su Palozzi invece ha detto: “Mi ha chiesto con estrema insistenza un aiuto economico. Nell’ultima campagna elettorale Palozzi mi chiamava continuamente chiedendomi un contributo ed abbiamo concordato il contratto con la Pixie ( società riconducibile all’esponente di Forza Italia), al fine di giustificare la dazione della somma di denaro. Non avevo bisogno di quel contratto né di quei servizi”.