
Corriere dello Sport (R.Maida) – La parola ambasciatore gli arriva stonata in testa, come un concerto heavy metal in un asilo nido. Francesco Totti ha letto le parole del presidente Pallotta rimbalzate da Boston su un possibile ruolo rappresentativo a disposizione della Roma e ovviamente non ha sorriso. Non è entusiasta di sapere che le idee della proprietà non sono cambiate rispetto all’orientamento iniziale. Da mesi Pallotta ripete a chi gli sta vicino che non considera funzionale un ingresso di Totti nell’area tecnica, già piena di specialisti del settore, ma vorrebbe utilizzarlo per il fenomenale impatto emotivo che trasferisce alle masse. Impatto di cui peraltro è stato testimone oculare il 28 maggio, in occasione di Roma-Genoa.
VOLONTA’ – Totti invece vorrebbe incidere, avere un ruolo operativo in seno al club che ama. Direttore tecnico, chiedeva. Assistente alla direzione sportiva, gli ha offerto Monchi con il quale da subito si è creato un buon feeling. Nelle prossime ore, forse già domani, Totti si aspetta di essere convocato a Trigoria per prendere una decisione definitiva: c’è quel contratto di sei anni da dirigente a imporgli una riflessione, ci sono ragioni di cuore (legame con la Roma) e personali (famiglia e amici) a spingerlo a trattare. Ma dall’altra parte c’è quello spirito genuino di chi non ha smesso di sentirsi un calciatore che va molto oltre alle dichiarazioni ufficiali.
CONTATTI – Se volesse continuare a giocare, per almeno un altro anno, troverebbe molti porti in cui approdare. Gli Stati Uniti di cui parla Zeman sono il Miami, la squadra di Alessandro Nesta, che gioca in una città molto cara a Totti. Ma siccome la serie B americana potrebbe non gratificarlo, un altro amico ex laziale gli ha chiesto di tentare l’avventura a Bologna: si tratta di Marco Di Vaio con il quale, per coincidenza oppure no, ha trascorso una giornata a Montecarlo durante il weekend in Costa Azzurra. Di Vaio, come sappiamo, ora è il club manager del Bologna ed è l’unico ad aver davvero tentato Totti in questo periodo. Anche in chiave Montreal, pensando al mondo di Joey Saputo.
POSSIBILITA’ – Molti ricordano ora la battuta scappata al Capitano in occasione della cena tra amici successiva a Roma-Genoa:
«Continuo, non so dove ma continuo un altro anno». Adesso l’intervista di Pallotta riapre la questione. Sensazioni? Totti è disposto ad abbandonare il calcio giocato e a diventare manager della Roma. Ma solo a determinate condizioni. Se non venissero soddisfatte, chissà quali pensieri esotici potrebbero tornargli in testa.
TESTIMONIANZA – Ma non è detto che allontanarsi dalla Roma significhi per forza giocare. Un amico come Giovanni Malagò, anzi, ieri ha detto: «Se aveva una mezza idea di continuare, dopo Roma-Genoa gli sarà passata». Tutto aperto, insomma. E’ questa la libertà di Totti.



