Dzeko, un girone per cambiare vita. E la Roma ha trovato un tesoro

Corriere della Sera (G.Piacentini)Dal Torino al Torino, ovvero come cambia la vita di un centravanti in un girone. Sono passati 148 giorni dalla gara di andata contro la formazione granata, lo scorso 25 settembre, e c’è un calciatore nella rosa romanista che ha trasformato la sua vita e quella della squadra: si tratta di Edin Dzeko. Il match di Torino è stato probabilmente il punto più basso della sua stagione: tanti gol sbagliati e la sensazione, forte, che Spalletti potesse decidere di tornare all’antico con un attacco composto da «piccoletti». La panchina, quattro giorni dopo, in Europa League contro l’Astra Giurgiu con Salah centravanti, sembrava il punto di non ritorno. Invece, dalla gara successiva contro l’Inter non solo Edin si è ripreso il posto in squadra ma ha anche (ri)cominciato a segnare come aveva sempre fatto nella sua carriera. E non si è più fermato. La tripletta contro il Villarreal, giovedì scorso, ha fatto salire il suo totale stagionale a 28 reti. Ma non solo. Contro la formazione spagnola è andato a segno per la settima partita consecutiva tra campionato e coppe, eguagliando la striscia record di Volk e Totti. A differenza del capitano, che ci riuscì a cavallo tra la stagione 2008-09 e quella successiva, il bosniaco e Volk sono gli unici romanisti ad essere andati a segno nella stessa.

I record di Dzeko, però, non si fermano: con 28 reti ha superato le 26 realizzate da Manfredini nel 1962-63, staccando Voeller che nel ’90-91 arrivò a 25, Pruzzo (22 nell’anno del secondo scudetto) e Batistuta (21 in quello del terzo). Attualmente è protagonista al pari di Guaita (’34-35) della quarta miglior stagione per un romanista alle spalle di Volk (’30-31), Manfredini (’60-61) e Totti (2006-07), arrivati a 32. Esattamente dieci anni fa il capitano con 26 reti in campionato conquistò la Scarpa d’oro, trofeo per il quale Dzeko è in piena lotta con Higuain, Cavani e Suarez. Anche per questo, e perché nella rosa romanista non c’è un calciatore che abbia le sue caratteristiche, contro il Torino toccherà ancora a lui la responsabilità dell’attacco giallorosso. Alle sue spalle Nainggolan e Salah sono favoriti su Perotti ed El Shaarawy per due posti.

In mezzo al campo il ballottaggio è tra De Rossi e Paredes, solamente uno di loro giocherà al fianco di Kevin Strootman mentre sugli esterni toccherà ancora una volta ad Emerson Palmieri e Bruno Peres, che ieri ha chiesto scusa attraverso i social network ai tifosi del Villarreal per una fotografia che lo ritraeva dal barbiere con il risultato di 0-4 scolpito in testa. In difesa ci sarà ancora Fazio, possibile un turno di riposo per uno tra Rudiger e Manolas in favore di Juan Jesus: il tedesco in Spagna è uscito qualche minuto prima per un lieve affaticamento, ma sta bene. Per questo a rimanere fuori dovrebbe essere il greco, diffidato e quindi a rischio per la gara di domenica prossima contro l’Inter. In porta tornerà Szczesny.

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