Edin Dzeko, attaccante della Roma, ha rilasciato un’intervista al Telegraph a pochi giorni dall’andata delle semifinali di Champions League. Queste le sue parole al quotidiano inglese:

Sta cambiando il modo di intendere il ruolo di centravanti…
Guardiola è uno di quei tecnici che preferisce un attaccante di tipo diverso da me, ma sta avendo successo con questo metodo. Dipende dal tecnico, dallo stile di gioco, dal campionato in cui si gioca, ma nel calcio il numero 9 ci sarà sempre. Hai bisogno del numero 9 adatto nel calcio, è la mia opinione.

Non stai sentendo l’assenza di Salah…
Prima di tutto è un peccato che si sia trasferito, ma doveva andare via. Alla fine ha fatto bene perché sta facendo cose fantastiche in Premier League, che non è il campionato più facile in cui giocare. Momo è un grande giocatore e un ottimo ragazzo e spero che possa battere dei record quest’anno, perché 40 gol in Inghilterra sono tanti. Spero che segni ancora in Premier League, ma non in Champions League. L’anno scorso ho segnato 39 gol. Quest’anno ne ho segnati solo 20. Sono molto contento per lui, ma ci manca”.

Pensieri prima di Roma-Barcellona?
In realtà eravamo rilassati, ma non nel senso che pensavamo, ovvero pensando di essere già spacciati o eliminati. Ci siamo detti ‘Non abbiamo niente da perdere dopo il 4-1 di Barcellona’. Abbiamo sicuramente la qualità per battere qualsiasi squadra, ma dopo che perdi 4-1 nessuno si aspetta una tua rimonta. Ma lo stadio era pieno, i tifosi erano lì e dovevamo provarci. Quando segni nei primi minuti cambia tutto. Ci ha dato più energia per segnare quei tre gol. La rete segnata in trasferta è stata decisiva. Sul 3-1 ho pensato che non fosse un brutto risultato, ma quando abbiamo concesso il quarto sapevo che sarebbe stato difficile, perché era il Barcellona. Ma nella seconda partita abbiamo giocato una delle migliori partite che i tifosi della Roma abbiano visto nella storia.

È stata l’emozione più grande della tua carriera?
In realtà quella c’è stata quando col Manchester City segnammo il terzo gol contro il QPR. Questa vittoria non ci ha portato nessun titolo come col City, ma è stata speciale perché battere il Barcellona 3-0 è un grande risultato per noi e per il club. Anche i tifosi erano entusiasti.

Sei un ex del City, hai visto la partita decisiva per il titolo?
Con Kolarov ho visto la partita del Manchester United contro il West Bromwich sul pullman, prima della partita contro la Lazio. Era solo una questione di tempo. Sono stato molto felice per loro. Non ho mandato messaggi a nessuno, perché era chiaro che il City avrebbe vinto il titolo. Ho dato il mio contributo nella crescita del City. Il Manchester City negli ultimi 6-7 anni ha vinto il campionato tre volte, quindi sono parte di tutto questo, anche se ora hanno nuovi giocatori e un nuovo staff. Ogni anno crescono e migliorano.

Il tuo ricordo migliore è vittoria del titolo del 2012 col gol di Aguero..
Sì, è stato incredibile. Tutti si aspettavano che sarebbe stata una partita facile. Quello che è accaduto in quei 90 minuti, in quegli ultimi 3 minuti, è stato semplicemente incredibile. Non accadrà più per molto tempo. Era impossibile descrivere le mie sensazioni di quel giorno.

La Roma è la vera sorpresa della Champions, anche più del Liverpool. Siete andati avanti senza pressioni…
Dalla fase a gironi nessuno si aspettava che passassimo. Nel nostro gruppo c’erano l’Atletico Madrid, che raggiunge la semifinale ogni anno, e il Chelsea, che è una delle squadre più forti. Non eravamo favoriti per passare il girone, ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo battuto lo Shakhtar con una difesa all’italiana. Poi ci sono stati i quarti di finale. La gente mi chiedeva ‘Con chi vuoi giocare?’, e io rispondevo ‘Non voglio giocare con Barcellona o Manchester City’. Poi abbiamo pescato il Barça.

Klopp lo ha incontrato da avversario in Germania…
Stavo pensando negli ultimi giorni che Klopp allenava il Borussia Dortmund. Ha giocato una finale di Champions League contro il Bayern Monaco e una finale di Europa League con il Liverpool e le ha perse entrambe. Mi auguro che non arrivi alla terza finale, almeno non quest’anno. Glielo auguro per l’anno prossimo. Lo conosco da quando ero in Germania, conosco il suo stile di gioco, gli piace attaccare. Anche noi siamo il tipo di squadra a cui piace attaccare. La Roma deve essere positiva, altrimenti sarà un compito difficile. Conoscendo Klopp e come gioca il Liverpool a Anfield, proveranno a dare il massimo nella prima partita. Saremo preparati, dobbiamo esserlo.

La Roma ha le qualità per superare il turno?
Abbiamo una squadra molto esperta, con oltre 15 giocatori che giocano nelle loro nazionali e hanno già giocato grandi partite come queste. Questo ci deve dare più forza, non meno.

Quali sono i punti di forza della Roma?
La squadra. Una sola parola. La squadra. Tutto quello che abbiamo realizzato, l’abbiamo fatto da squadra. Non come singoli, ma come squadra, perché ci abbiamo sempre creduto quando nessuno credeva in noi e abbiamo dato tutto in ogni partita.

Hai detto no al Chelsea, non si può dire che hai schivato una pallottola, ma comunque hai avuto ragione a restare…
Quando ho visto ciò che è accaduto il mese scorso, con Chelsea-Barcellona, ero decisamente felice di essere rimasto. È un grande club ed ero felice che mi volessero con forza, ma alla fine penso di aver fatto bene a rimanere perché volevo giocare in Champions League. Volevo provare a raggiungere prima di tutto i quarti di finale, cosa che non avevo mai fatto, e ora sono in semifinale, con l’obiettivo di raggiungere la finale. Vuol dire che ho scelto bene.