Il Romanista – Sabatini, una firma sull’anno che verrà

Non è arrivata in giornata l’ufficialità, ma presto arriverà ed è comunque secondario: Walter Sabatini rinnova il suo contratto con la Roma per un altro anno. Praticamente alle stesse condizioni alle quali sta lavorando in questa stagione. Un rinnnovo più significativo del fatto in sé. Sabatini sceglie di legarsi alla Roma nel momento peggiore della stagione, dopo un derby perso, il secondo di fila, dopo che l’obiettivo che avrebbe nobilitato subito il progetto della Nuova Roma (il terzo posto, la Champions, l’Europa che conta eccetera) e quindi quando tutto attorno il mondo ha (ri)preso a girare al contrario dalla direzione pensata, voluta, sognata a Trigoria.

Un rinnovo da romanista. Un rinnovo in controtempo per certi versi e anche per questo ancora più importante; un rinnnovo puntualissimo per rinnovare la fiducia in tutto quello che Sabatini ha scelto prima e poi direttamente costruito: la Roma. Questa Roma. La sua Roma. Dall’altro ieri, se è possibile, anzi dalla sconfitta di domenica, se possibile, ancora più sua. Un rinnovo che a qualcuno potrebbe ricordare quello che una volta, tempo fa, il Milan fece fare a Inzaghi, nel pieno della sua carriera, nel giorno dell’infortunio più grande: è n questi momenti che parole come fiducia non sono parole, è in questo momento che si fa la differenza fra “vivere o morire” direbbe l’Al Pacino di “Ogni maledetta domenica” che un po’ somiglia a Walter Sabatini, soltanto che Walter Sabatini è ancora più preso nella sua parte. Il direttore sportivo della Roma sarà ancora il direttore sportivo della Roma. Se volete, semplicemente, il Direttore.

Da quando ormai un’estate fa non c’era che lui ad oggi, Sabatini non ha smesso un giorno di girare il mondo, visionare filmati, farsi raccontare particolare, confessare i giocatori, convincere procuratori, stare al telefono con tutto il mondo (se possibile contemporaneamente) guardando l’ora legale e i fusi orari di qualche continente da scoprire, cercando di stare vicino alla squadra e all’allenatore (sempre difeso, sempre riscelto), agli umori più nascosti e segreti dello spogliatoio, cercando di inventarsi di tutto. Anche il rinnovo a questo punto. Come lo definì mirabilmente Daniele De Rossi nel giorno del suo rinnovo (un altro rinnovo al futuro) “Sabatini non è una persona serena“, no: è una persona che vive con l’anima e il corpo le sue esperienze, che non riesce a non dare tutto in quello che fa. La garanzia più grande è che se non ci crede Sabatini non fa niente. In un momento del genere, con le sanguisughe che si sono riaffacciate, i gufi nascosti che sono rispuntati dappertutto, le finte ipocrisie smascherate nel ghigno di chi non vedeva l’ora di vedere questa Roma, la Roma, l’unica che c’è, messa male, la firma di Sabatini è una risposta più grande di tutto questo blaterare. Semplicemente a quello che ha sempre detto di voler fare: la rivoluzione.

Il Romanista – B. De Vecchi, G. Dell’Artri

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