Il Tempo (T.Maggi)Il «non accontentarsi» è il mantra di Di Francesco, il leitmotiv della Roma di questo inizio di stagione. I traguardi raggiunti, come la qualificazione agli ottavi di Champions League, devono diventare uno stimolo per fare di più: i frutti del lavoro si raccolgono alla fine e abbassare la guardia è un rischio che nessuno vuole correre a Trigoria. Lo sa bene il tecnico che allontana l’euforia post Qarabag ed evita slanci di entusiasmo alla vigilia della sfida con il Chievo: «Tutti hanno il desiderio di vincere ma è ancora presto e dobbiamo migliorare sotto tanti punti di vista. Abbiamo fatto risultati importanti ma non bastano per dimostrare di essere diventati una squadra importante a livello italiano e internazionale».

Allegri ha indicato la Roma come una delle candidate allo scudetto, Di Francesco risponde così al tecnico bianconero: «Lui può parlare benissimo delle altre, ha vinto sempre. Qui non ricordo grandi trofei vinti negli ultimi anni. Se non sono cauto io, chi altri dovrebbe esserlo? È una parola che mi si addice perché mi rendo conto che questo ambiente ha bisogno di pompieri». Lo ha capito anche Monchi che nei giorni scorsi ha cercato di focalizzare l’attenzione sul match con il Chievo. L’allenatore è in piena sintonia con il ds spagnolo: «Mi piace il suo modo di fare, apprezzo la sua grande presenza all’interno della squadra, il fatto di voler sentire quotidianamente le mie impressioni, non è da tutti. Ha una conoscenza dei giocatori a livello internazionale impressionante. Ragioniamo sempre sulle qualità dei calciatori, le scelte di mercato sono condivise, è qualcosa che è stato chiaro fin dall’inizio». La crescita della società passa anche dagli ultimi rinnovi di contratto conclusi da Monchi, un aspetto fondamentale che non può che far felice il tecnico: «Non mi meravigliano questi prolungamenti, i giocatori che sono qui credono nel progetto e vogliono portare a casa risultati importanti».

Di Francesco, che è stato accontentato dal risultato di Juve-Inter («spero in un pari») aspetta con fiducia i benefici e gli impulsi virtuosi che il nuovo stadio potrà regalare al club, ma è sempre attento a riportare l’attenzione sul presente: «Il fatto di essere competitivi a livello strutturale è la base per creare una squadra importante. La nostra crescita passa anche dal fatto che tutti i giocatori devono sentirsi importanti. Siamo sulla strada giusta ma non dobbiamo fermarci. Dobbiamo dare continuità a quello che stiamo facendo». A partire da oggi con il Chievo. Il mantra è sempre lo stesso, Eusebio «martello» Di Francesco ha tracciato la strada per il futuro.