Di Francesco: “E’ un momento delicato per noi, siamo in crisi. Non gira una cosa come si deve, abbiamo sbagliato anche i tiratori” – VIDEO

di Redazione

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, ha parlato a margine della sconfitta contro la Sampdoria. Ecco le sue dichiarazioni:

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

In certe fasi dell’incontro non avete giocato…
Nei primi 25 minuti ne avrei dovuti cambiare dieci. Abbiamo giocato veramente male, anche per quelle che sono state le mie direttive. Quando ho messo El Shaarawy a destra e Cengiz a sinistra è cambiata la partita, perché l’avevamo preparata cercando di attaccare la profondità di questa squadra che rimane molto corta. Palleggiavamo sempre troppo in basso, se Alisson tocca più palloni dei centrocampisti c’è un errore di fondo, abbiamo permesso alla Sampdoria di aggredirci con maggiore facilità. Mi fai questa domanda, ma la partita era preparata per come si è sviluppata la fase successiva. Peccato perché abbiamo avuto delle occasioni, in questo momento concediamo anche un po’ troppo rispetto alla nostra abitudine.

Da quel gesto di De Rossi a Genova è cambiato qualcosa. C’è qualche legame?
Credo di no, quella è stata una partita che ha fatto determinare certe situazioni perché avevamo altri due punti in pugno, ma abbiamo lasciato tantissime occasioni per strada. Siamo in un momento di grandissima difficoltà, di risultati principalmente, questo toglie anche sicurezze di gioco che avevamo. La medicina migliore era la vittoria, abbiamo sbagliato l’ennesimo rigore, situazioni che non ci aiutano dal punto di vista psicologico. La squadra ha bisogno di una vittoria per scacciare questa crisi, che è palese. 3 punti in 6 partite segnalano un andamento non consono rispetto ai nostri presupposti di andare in Champions.

L’ambiente ha creato troppe aspettative?
Noi dobbiamo vivere di aspettative. Quando si parla di Champions League questa squadra può competere alla grande con le due che ha davanti, Lazio e Inter. Abbiamo sempre avuto qualcosa di meno rispetto a Juventus e Napoli ma lo dicevo anche quando eravamo a 4 punti. In questo momento abbiamo fatto troppo poco rispetto alle nostre potenzialità, abbiamo avuto tante difficoltà tra infortuni e situazioni che non ci hanno aiutato, ma questi sono alibi a cui non mi voglio attaccare. Questi risultati dipendono solo da noi, non possiamo sbagliare i gol che sbagliamo. Non possiamo permetterci di essere l’ottavo attacco del campionato per le azioni e le situazioni che creiamo.

Per la prima volta da quando è qui, lo stadio ha contestato duramente squadra e società…
Credo che è un momento difficile anche per loro vedere determinati risultati e situazioni. Possono essere comprensibili. Il tifoso della Roma anche nelle difficoltà è vicino alla squadra, oggi ci ha sostenuto ma alla fine ha ritenuto di fischiarci, ci sta, per quelli che sono i risultati e le aspettative. Li abbiamo un po’ delusi, adesso dobbiamo essere bravi ad avere la capacità di reagire e dargli soddisfazioni importanti. Le opportunità le abbiamo, cerchiamo di non sbagliare più.

Sai come uscire da questo problema?
Credo che la squadra voglia avere compattezza. Queste prestazioni fanno pensare a qualcos’altro e tolgono sicurezza a quello che era un gruppo unico, un allenatore perfetto che aveva coeso una città. Adesso i risultati ci danno contro, dobbiamo avere la forza, la capacità di essere uniti e compatti. So che i miei giocatori hanno il desiderio di fare quello che gli chiedo nel migliore dei modi. Quello che mi dispiace è che non riusciamo a portare in campo tutto quello che prepariamo e stasera ne abbiamo avuto la dimostrazione. Creare così tanto e non riuscire a concretizzare è assurdo. Non possiamo continuare, davanti dobbiamo essere più coordinati e cinici.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Sconfitta che fa male…
Nel primo tempo abbiamo fatto 25 minuti pessimi, poi la squadra ha ricominciato a giocare quando ho invertito i due esterni che attaccavano la profondità. Peccato perché quando la squadra meritava abbiamo preso il gol su una nostra disattenzione.

Che cosa deve fare la Roma per ripartire?
Prima concedevamo poco o niente, adesso qualche tiro di troppo. Non è il discorso della singola partita ma di un periodo generale, questo ci deve far riflettere e farmi ragionare per ritrovare gli equilibri all’interno di una gara. Oggi sembrava che per i primi 25 minuti non c’eravamo sia fisicamente sia atleticamente.

Hai pensato a variare il discorso tattico? Dove si può ripartire?
Devo valutarle tutte, se vedo che con questa squadra si fanno ottime cose ma ci perdiamo in 25 minuti, sono cose per me inaspettate, sia per come avevamo preparato la partita sia per il desiderio di vincere dei ragazzi. C’era la voglia di far bene, devo partire si dalla testa ma posso anche cambiare qualcosa, posso pensarci. Non siamo concreti rispetto a quello che facciamo, ci sto pensando da un po’ di tempo di cambiare e avere le risposte giuste e la disposizione dei giocatori per ragionare in una determinata maniera.

Perché non c’è stata la rabbia che ci aspettavamo?
L’approccio è stato inaspettato anche per me, pensando alle partite da cui venivamo. C’è un dato importante: Alisson è stato il secondo giocatore che ha toccato più palloni, questo fa capire come spesso non si va in verticale come chiedo. Alisson ha giocato 40 palloni nel primo tempo, era una cosa mai chiesta da me. Vuol dire che è mancata la capacità e la velocità di testa di fare certe cose. Per 45 minuti si è vista una squadra diversa, la Samp non ci aveva creato difficoltà prima di prendere il gol. A dare delle motivazioni faccio fatica, è inaspettato. Mi aspettavo una squadra cattiva e arrembante, che desse filo da torcere alla Sampdoria sin dal primo minuto.

Serve una reazione da condottiero…
Io sono amareggiato, inutile stare qui a fare i proclami con presunzione dicendo bugie. Alla fine possiamo fare anche 5 tiri in porta, ma serve la concretezza. In questo momento stiamo dimostrando di non essere una grande squadra, serve creare qualcosa in meno ma essere più determinati. Sono amareggiato per questo, non posso essere felice. Ma da quando si ripartirà martedì state certi che cercheremo di rimettere tutto in carreggiata.

DI FRANCESCO A RAI SPORT

Si è aperta la crisi. Contestazione dei tifosi…
Fa parte del gioco, quando fai tre punti in sei partite è giusto che ci sia del malcontento. Io però faccio l’allenatore e devo risolvere i problemi, partendo dalla prima mezz’ora in cui la Roma non è esistita, ci hanno schiacciato, non siamo riusciti nel palleggio e a trovare le giocate giuste. Poi da quando ho invertito gli esterni, mettendoli sul loro piede di parte la squadra è stata costretta, anche per caratteristiche, ad allungarsi e da li siamo riusciti a trovare un po’ di profondità in più. Si sono viste tante trame importanti e per di più abbiamo sbagliato un rigore. Oggi ci voleva una vittoria, per ritrovare serenità e forza e per raggiungere l’Inter che avevamo davanti, peccato non esserci riusciti, ma bisogna guardare avanti.

Non essendoci Perotti era Dzeko a dover andare sul dischetto. La scelta di Florenzi era per non mettergli troppa pressione, anche in vista delle vicende di mercato?   
Dzeko non è tra i rigoristi anche perché in allenamento nemmeno si presenta a provarli, perciò significa che non li vuole tirare. Il rigorista comunque lo decido io, in questo momento chi decido sbaglia, di solito li tirano o De Rossi o Perotti e tra i giocatori in campo ho scelto Florenzi che era quello più rappresentativo e con personalità. Voleva batterlo lui peccato che non è riuscito a fare gol.

Qual è il piano della Roma in ottica mercato?
E’ stato sbagliato quello che è stato detto perché mi hanno chiesto “se dovesse andare via”, invece Dzeko è ancora qua e poi di mercato non voglio parlare perché c’è la società e poi magari vengono travisate alcune cose. Abbiamo i direttori che si occupano di certe cose e sapranno dare le comunicazioni giuste. Il piano è quello di ritrovare intensità e continuità, con più cattiveria e io mi devo preoccupare del campo per cercare di trovare le soluzioni migliori che ci consentiranno di tornare alla vittoria.

Problema d’identità. Problemi di natura fisica o mentale?
Dal mio punto di vista mentale, perché poi non puoi fare quello che hai fatto successivamente se non hai freschezza. Se analizziamo la prima mezz’ora è vero, poi no perché la squadra ha creato tanto sviluppate molte manovre, andando al tiro una ventina di volte. Si vede che certe trame e determinate situazioni di gioco le abbiamo, come abbiamo un’identità. In questo momento vengono a mancare un po’ di sicurezze e non trovare la vittoria non aiuta.

E’ soltanto un problema psicologico o c’è anche un problema tattico che lei dovrà analizzare insieme ai suoi ragazzi?
Lo analizzeremo perché nell’ultimo periodo abbiamo preso un po’ troppi tiri rispetto a quello che subivamo solitamente, anche perché la mia squadra ha avuto qualche problema in fase di realizzazione ma anche concesso sempre pochissimi tiri in porta. Devo lavorare per ritrovare un pochino gli equilibri, forse anche la voglia di andare a fare il risultato ci ha condizionato e per questo abbiamo perso. L’aspetto psicologico è predominante al momento.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Perché ha calciato il rigore Florenzi?
Era lui l’uomo designato e non avendo in campo gli altri rigoristi De Rossi e Perotti ho scelto lui. ma tanto chi scelgo scelgo sbaglia, non ne indovino uno.

La squadra fatica a rappresentare in campo le sue idee, sembra che si sia rotta l’empatia tra lei e il gruppo, lei ha questa sensazione?
Questo è il tuo pensiero. La squadra ha espresso ottime trame di gioco in qualche momento, sicuramente ha perso un po’ di cattiveria e intensità. Io credo che a Milano abbiamo fatto un’ottima gara per 60/70 minuti, ottima a Genova, oggi abbiamo fatto i primi 25 minuti inguardabili. Abbiamo dato il pallino di gioco alla Sampdoria, sbagliavamo ogni situazione di gioco. Volevo uscire ugualmente palla al piede, non allungavamo mai. Ho cambiato i due esterni e mi hanno dato delle risposte differenti perché erano costretti ad attaccare di più la profondità e si sono viste delle situazioni interessanti. Nell’unico tiro della Samp nel secondo tempo abbiamo preso gol. È un momento negativo in cui sbagli i rigori, sbagli un po’ tutto. Io credo che la squadra non deve vincere per l’allenatore ma per se stessa perché rappresentiamo la Roma e siamo una squadra che deve lottare per la Champions League.

La squadra stava funzionando ed Ha tolto Pellegrini ed Under, i migliori, perché?
A Genova ci abbiamo pareggiato la partita e in questo caso non è andata come avrei voluto. Ho visto Lorenzo un po’ stanco perché nonostante fosse stato bravo e pericoloso era poco lucido nelle scelte finali. Aveva fatto due partite consecutive e non avendo grandi soluzioni in mezzo al campo e ho provato a vincere la partita e a mettere un attaccante vicino a Dzeko per cercare di aumentare le occasioni. Alla fine creavamo tanto ma non abbiamo segnato.

Avete l’8° attacco della Serie A, non siete bravi a servire Dzeko o è lui che fa fatica a ricercare i movimenti giusti?
Le situazioni favorevoli le ha avute. Le ha avute oggi come a Genova prima di fare gol. Io credo che questo vada al di là del mercato perché se dovessi pensare alla squadra nei primi 25 minuti stanno tutti sul mercato. Dico solo che ha avuto diverse occasioni e non ha avuto la freddezza e la lucidità di chiuderle, ma non solo lui perché le occasioni le hanno avute in tanti e non è la prima volta che ci capita. È Come dicii tu, non attacchiamo abbastanza la p Quando siamo riusciti ad attaccare la profondità abbiamo creato situazioni di gioco importanti. Questa è la cosa che un po’ manca in determinati momenti della gara.

Urlavi sempre di andare avanti…
Permettevano a loro di fare densità di uomini, eravamo troppo schiacciati in zona palla e non riuscivamo ad uscire dalla pressione avversaria. Loro hanno battuto solo uno o due falli laterali all’indietro, per evitare il nostro pressing. Noi abbiamo fatto il contrario e mi inc***avo per questo motivo qua, perché andavamo sempre da Alisson e questo non ci sta.

Con Manolas e Juan Jesus è impossibile giocare la palla meglio di quanto fatto nel primo tempo…
Nel secondo tempo l’hanno fatto molto meglio. Avrebbero potuto fare lo stesso nel primo tempo. Siamo la Roma e non possiamo permetterci di buttare la palla. Proprio per questo il fallo laterale si giocava davanti o sull’esterno o su una mezzala. Questo ci avrebbe permesso di lavorare in maniera differente ed è quello che avrei voluto.

Anche oggi avete creato tanto senza segnare, quello che vi manca è spensieratezza e lucidità?
Era difficile fare peggio dei primi 25 minuti. Sai benissimo che quando i risultati non arrivano, vincere una partita anche con un rigore sarebbe stato importante anche per il morale. È dura solo dire di giocare con spensieratezza, io dico sempre di giocare con coraggio. La spensieratezza quando i risultati non vengono non è naturale.

Non ti aspettavi il fatto che bisognava vendere…
Questo non lo so, io dico solo che in campo dobbiamo fare prestazioni differenti. Oggi non mi va di parlare di mercato, Il direttore ne ha parlato prima, io devo solo pensare a conquistare il quarto posto perché abbiamo le possibilità di farlo.

DI FRANCESCO A MEDIASET

Una squadra che non riesce più a fare gol… 
Siamo partiti malissimo nei primi 25 minuti, il nostro portiere è stato bravissimo, non eravamo proprio in partita, cercavamo un palleggio corto, senza allungare mai gli avversari. Appena ho invertito gli esterni, mettendo un sinistro a destra e un destro a sinistra la Sampdoria si è allungata e abbiamo ritrovato fluidità, manovre e occasioni. Siamo partiti benissimo nel secondo tempo, abbiamo preso gol su una nostra ingenuità sull’unico tiro della Samp del secondo tempo. Non mi è piaciuto l’approccio alla gara, i 25 minuti che hanno determinato alcune dinamiche anche se dopo abbiamo reagito e creato tante situazioni che non siamo riusciti a sfruttare.

Potevate agganciare l’Inter…Perché a livello di testa è una squadra così molle?
Non è una cosa voluta. La partita dura 90 minuti, mi potevo aspettare meno brillantezza iniziale ma anche loro avevano fatto le nostre stesse partite, non è giustificabile.  Non so perché siamo entrati impauriti e insistendo su un palleggio che non avevamo preparato, in situazioni di gioco che dovevamo sfruttare. Loro sono stati bravi a tenerci nella nostra metà campo. Dopo è cambiato la partita ma facciamo fatica a fare gol, questo condiziona il nostro cammino.

La situazione di Schick… 
Si è fatto male in allenamento, un problema muscolare simile a quello precedente. Poteva essere della partita, è un giocatore in grande crescita, fermarsi adesso non ci voleva. E’ un momento veramente delicato per noi, siamo in crisi. Non ci riesce niente, non gira una cosa come si deve, a partire dai rigori, abbiamo sbagliato anche i tiratori. Questo non aiuta in un momento in cui la squadra dovrebbe avere la capacità di reagire, la squadra dovrebbe avere la forza di rimanere attaccata alla partita. La Sampdoria ci ha punito nel secondo tempo.

Nelle ultime partite la tua squadra subisce molti tiri… 
Sono d’accordo con te. Abbiamo subito molti tiri rispetto a quella che era la nostra forza, la fase difensiva. Coi terzini eravamo troppi aperti in ripartenza, è troppo importante quel lavoro che facciamo coi terzini. Questo non accadeva perché non avevamo la testa giusta in partita. Dopo l’abbiamo fatto meglio, dopo i primi 25 minuti, siamo usciti alla distanza. Il gol è venuto su una situazione particolare, potevamo difendere meglio sul cross fatto da Murru.

Le voci di mercato quanto influiscono nella testa sua e di Dzeko? 
Anche gli altri dieci erano sul mercato nella prima mezz’ora, è un discorso di squadra non di Edin. Non voglio assolutamente parlare di mercato, magari viene travisato ciò che dico.

Il continuo interesse delle big per i tuoi giocatori ti fa dormire? 
Non mi fanno dormire i primi 25 minuti e il fatto che non mettiamo la palla dentro. Il resto si vedrà dopo il 31.

Ha detto che durante la sosta qualche giocatore non è stato professionista… 
Non ho detto questo, solo che serve maggiore attenzione in quello che si va a fare. Compresi noi che prepariamo le situazioni e le scelte che vengono fatte. Questa finetra di riposo dii 7 giorni di festa continuativi sono un disastro, abbiamo giocato tre partite. Qualche errorino anche da parte nostra, in primis mia, è stato fatto.

Perché Florenzi sul dischetto?
Uno ne potevo scegliere. Florenzi in allenamento li ha battuti benissimo e se l’è sentita. E’ il nostro capitano, peccato l’abbia sbagliato ma chi non li tira non li sbaglia.