Il Tornatora

Di Francesco: “Deve essere un punto di partenza ritrovare la vittoria ed i gol. Mi infastidiscono le due reti prese” – VIDEO

di Redazione

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, al termine della gara contro il Benevento ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Più preoccupazione per il primo tempo o più soddisfazione per aver recuperato il quarto posto?
Se dobbiamo analizzare la gara lo facciamo per tutti i 90 minuti e ti devo dire che aver preso il gol all’inizio non ci ha aiutato. Il Benevento è venuto qui a Roma a giocare in una maniera anche sbarazzina, con la capacità di giocare e si vede che hanno un’idea di gioco. Lo sapevamo. Abbiamo sbagliato un pochino nell’aggressività e nella posizione specialmente dietro l’attaccante in cui eravamo poco bravi ad andare a recuperare palla immediatamente. Nel secondo tempo ho cambiato qualcosina e devo dire che la squadra ha espresso meglio quello che volevo, è stata più veloce nella manovra e ha giocato di più in verticale che era quello che avevamo provato in queste settimane con questo nuovo sistema di gioco. Non un buon primo tempo ma un ottimo secondo tempo.

Due parole su Under, un giocatore che ha la giusta personalità…
Ha le giuste caratteristiche anche perché la personalità si acquisisce con il tempo. Devo dire che è un ragazzo che è arrivato qui da un calcio totalmente differente, avendo fatto solo un campionato di Serie A turca, e in questo momento sta lavorando tanto anche a livello individuale e questo lo sta portando a livelli importanti. Si muove molto meglio di prima con la squadra e capisce molto di più quello che gli dice il mister in italiano. Ha qualità tecniche e fisiche importanti ma quello l’ho sempre detto, altrimenti non l’avremmo preso. I giudizi affrettati non aiutano nessuno. I ragazzi giovani vanno aspettati e noi in Italia aspettiamo già poco i nostri figuriamoci quelli stranieri.

Nelle ultime 8 gare la Roma ha preso 9 gol. Come spiega la fragilità difensiva?
E’ una cosa che mi ha dato veramente fastidio, non tanto sul primo gol che viene da una deviazione, quanto sul secondo quando stavi 4-1 e avevi tutto a tuo vantaggio. Siamo stati superficiali e questa è una cosa che mi fa letteralmente arrabbiare. Ci stiamo lavorando e dobbiamo migliorare. I meccanismi difensivi in un 4-2-3-1 o in un 4-2-4 vanno migliorati, avendo anche Gerson in mezzo al campo che di solito utilizzo più come attaccante. Nel primo tempo sopratutto la squadra si spaccava troppo e sembrava una partita attacco contro difesa. Se vogliamo compere anche in Champions dobbiamo lavorare su questo aspetto. Ora ci prendiamo queste due vittorie consecutive che ci danno morale, forza e i gol che dal punto di vista mentale sono importanti per sbloccare alcuni giocatori.

Da cosa dipende l’atteggiamento sbagliato nel primo tempo?
La prima cosa che ha detto il mister è di partire forte, in aggressione e non concedere niente agli avversari perché nell’ultimo periodo siamo partiti male. Tra il dire e il fare però spesso c’è di mezzo il mare. Il gol in avvio ci ha un po’ smontato a livello psicologico ma siamo stati bravi a non perdere la testa ma ad avere pazienza e continuare a cercare di fare le cose. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio e per fortuna le partite durano 90 minuti. Ci sono le squadre che segnano al primo tiro in porta e noi purtroppo ne dobbiamo fare 5-6 per segnare. Anche oggi ne abbiamo fatti diversi ma per fortuna oggi i gol sono arrivati.

DI FRANCESCO A MEDIASET

E’ passata la nottata?
Siamo partiti con l’handicap. In alcuni momenti eravamo in ritardo con le uscite e sulle aggressioni, questo ha permesso loro di fare qualche uscita di troppo. La squadra, come sempre, ha creato tanto in fase offensiva. Mi infastidiscono più i due gol presi rispetto a quello che abbiamo creato.

Siete al quarto posto, ad un punto dall’Inter, può essere una svolta a livello psicologico?
Deve essere un punto di partenza ritrovare la vittoria, la fiducia nel concretizzare tutta la mole di gioco fatta ed il gol. Il gol è importane per Edin e Defrel, che si mette sempre a disposizione. Hanno voluto fortemente che battesse lui il rigore, fa capire la predisposizione che il ragazzo ha nei confronti della squadra.

Che cosa c’è dietro l’esultanza di Dzeko? Si è scrollato da dosso un peso?
Lo ha cercato fortemente anche nel primo tempo dove è stato bravissimo il portiere. Lui vive per il gol, è un attaccante anche a livello morale, avete visto dopo come è riuscito ad aiutare i compagni ad andare in gol e sviluppare una manovra di qualità. Ha grandissimi mezzi, spesso si fa influenzare psicologicamente se non fa i gol, ma questa è la normalità e sono contento che oggi l’abbia fatto.

Under ha cambiato la partita ed ha fatto cose incredibili…
Sono contento, i giocatori importanti cambiano le partite. Talvolta ci sono giocate individuali, ma a volte anche di squadra. Nei movimenti che ha fatto, prima tiravamo in curva o comunque non riuscivamo a concretizzare, oggi invece è stato bravo lui in un momento psicologico ottimale e sempre a concretizzare al meglio ciò che gli capita tra i piedi.

Dopo la prova di questa serata qualcuno tra opinionisti o tifosi deve chiedere scusa a Monchi?
Non dobbiamo chiedere scusa a nessuno, oggi siamo bravi domani meno. Dovrebbero chiedere scusa anche a me? E’ un ragazzo del 97, che viene da un altro mondo dal punto di vista calcistico. In Italia non siamo abituati ad aspettare i giovani italiani figuriamoci gli stranieri. E’ una questione di cultura, ci esaltiamo e ci buttiamo a terra con grande facilità. Lo dico con molta rabbia. A me piace lavorare con i giovani, ma so che c’è un percorso di crescita dove si passa anche attraverso prestazioni meno buone e subito si punta il dito: prima non poteva giocare nemmeno in Primavera ed ora è forte. La verità sta nel mezzo: i giocatori vanno aspettati.

Che cosa non ti è piaciuto del primo tempo della Roma?
La lentezza della manovra e il fatto di non buttarsi in certe situazioni in profondità. Quando abbiamo velocizzato le giocate in verticale sono venute fuori cose migliori. Facevamo due o tre tocchi in più, nel secondo tempo abbiamo cercato di occupare meglio gli spazi, nel primo lo abbiamo fatto molto meno.

Under può imporsi nello spogliatoio anche come leader?
Leader ci si può diventare, lo può fare se continua ad allenarsi così, se ha il desiderio di migliorarsi facendo anche allenamenti supplementari per cercare di capire determinate cose. Se fa così diventa un leader nel campo, quelli che piacciono a me, non leader dello spogliatoio, perché lì ne abbiamo tanti che ridono e che scherzano, a me servono giocatori che si prendano le responsabilità in mezzo al campo, proprio come ha fatto lui oggi.

Schick quando sarà imprescindibile come Under?
Quando si allenerà con continuità. E’ rientrato oggi ed è stato convocato dopo un infortunio, ha fatto un allenamento con la squadra. Un po’ di pazienza anche per lui che diventerà un giocatore importante.

Prima vittoria in rimonta…
Ho visto una squadra diversa dopo la fine del mercato, non lo dico per trovare alibi, l’ho vista molto più compatta e vogliosa di ottenere il risultato. Sapevamo che oggi potevamo soffrire perché il Benevento ha dato filo da torcere al Napoli e non ha nulla da perdere. Inoltre ha un allenatore che gli ha dato un’identità, era una partita pericoloso. Siamo stati bravi nonostante lo svantaggio ad avere la pazienza di ribaltarla.

DI FRANCESCO A SKY

Cattiveria sotto porta: oggi finalmente l’ha ritrovata. Può essere un punto di partenza anche per ritrovare la qualità del gioco?
Lo è, ma sulla qualità del gioco, a parte il fatto che oggi abbiamo vinto anche se con poca continuità di occasioni, posso dire che tante volte abbiamo creato tanto e raccolto poco. Anche oggi abbiamo creato, poi cambiando qualcosa nel secondo tempo la squadra si è districata meglio.

Nel corso di una stagione sono spesso fondamentali i colpi dei campioni. Si aspettava potesse essere Under a farlo?
A me fa sorridere quando si parla di giocate individuali, tantissime squadre vincono con le giocate singole, a noi sono mancati molto i colpi dei campioni, ma il calcio è fatto di queste cose. L’importante è avere il predominio del gioco, come noi abbiamo, e torneremo a fare bene e a concretizzare. E’ un punto di partenza. Eravamo spesso obbligati a vincere e non è mai facile.

La squadra è tornata ad avere una manovra più fluida e ad essere più paziente e più matura…
Sì, giocando anche con il trequartista stiamo assimilando altri concetti. In fase difensiva Perotti lavorava solo da una parte nel primo tempo e questo non permetteva una riaggressione da parte nostra, poi nel secondo le cose sono migliorate dopo che ho cambiato qualcosa. Andiamo spesso al cross ma a me piace anche una giocata più verticale, con palla avanti e palla dietro.

Se Under crossa così bene di destro però può andare sul fondo o rientrare, diventando un’arma in più…
Ma lui è destro (ride, ndr). Stiamo lavorando molto con Under dal punto di vista tattico, anche individualmente fermandosi con me 10-15 minuti dopo l’allenamento, imparando quali sono le mie idee su movimenti e contromovimenti e dove vorrei che venisse a prendere la palla. Lui era aiutato a giocare con l’istinto, ma sta crescendo molto. A volte lui gioca di destro quando vorrei che rientrasse, ma comunque questa è una possibilità.

Parlando di Dzeko: come si deve muovere per essere il vero realizzatore di questa squadra? Nelle ultime gare non sta giocando al meglio…
Non voglio tornare sui numeri, ma dopo Dybala Dzeko è quello che ha calciato di più di tutti in porta. Anche oggi ha avuto molte occasioni, poi è mancato in cattiveria nell’andare a concretizzare quello che ha creato, ma non è mai facile. Io voglio metterlo sempre nelle migliori condizioni: gli ho messo un giocatore vicino nelle ultime due gare, e lui ha partecipato di più all’azione. Sono convinto che arriveranno più gol. C’è solo un modo per migliorare: farlo lavorare, sia per se stesso che per la squadra.

Il trequartista è una scelta definitiva o era dettata dalle assenze?
Oggi è stata una scelta obbligata, l’altra volta è stata una scelta mia. Gli attaccanti si lamentano spesso se sono soli e non fanno gol, allora gli ho avvicinato un giocatore, come se fosse un triangolo in mezzo al campo. Oggi lo ha fatto bene Defrel e un po’ meno Perotti per farli fraseggiare, e questo può certamente aiutarlo.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Gran momento per Under…
Sì, anche per quello che ha fatto per la squadra con determinati movimenti. In questo momento è un soldato, fa tutto quello che gli dico di fare in allenamento, e sta facendo anche qualche lavoro individuale per smarcarsi tra le linee. Venendo da un calcio diverso abbiamo dovuto aspettarlo, ma ne è valsa la pena. Non deve perdere l’umiltà nel lavorare come quest’ultimo periodo.

Come ha visto la squadra e i giocatori impiegati in questo nuovo modulo?
Avevo un pensiero su Perotti, Diego dietro la punta fa un po’ fatica come pensavo perché tende sempre a smarcarsi verso il centro-sinistra, ma non è colpa sua. Io ho voluto provarlo, poi Defrel l’ha interpretato meglio. Quando lavori con dei giocatori per tanto tempo e cerchi di dargli delle linee di passaggio, spostandoli anche di 10 metri crei difficoltà. Per quello ho spostato Perotti nel suo ruolo naturale e ha fatto meglio.

Oggi ci sono state alcune situazioni di inferiorità numerica a centrocampo…
Nel primo tempo c’era questo svantaggio, non c’è stata qualità nel concretizzare alcune occasioni. Sbagliando tanti passaggi si rischiava di fare come nelle partite scapoli contro ammogliati, due squadre che attaccavano e difendevano. Questo è successo e l’ho detto ai ragazzi nello spogliatoio. Quando si gioca con 4 attaccanti c’è un tasso di rischio, con Radja succede meno perché ragiona più da centrocampista. Questo diventa quasi un 4-2-4, e sapevo di poter rischiare queste situazioni. Nel secondo tempo abbiamo cercato più qualità, sbagliando meno.

Perché questa differenza di qualità tra i due tempi?
Come ho detto magari ho messo io in difficoltà qualche giocatore, mettendolo in un ruolo in cui non riusciva a esprimersi al meglio perciò può essere una responsabilità mia. Loro nella qualità hanno sbagliato qualcosa di troppo, e dovevano essere più bravi a buttarsi ed attaccare la profondità. La differenza tra i due tempi sta nel toccare la palla meno volte, questa è stata la differenza in mezzo al campo.

Nonostante tutto la Roma è al quarto posto e con molti giocatori da recuperare…
Sì, anche perché le squadre da affrontare nel girone di ritorno sono totalmente differenti da quelle affrontate all’andata, chi ha giocato a calcio lo sa. Le squadra come il Benevento non hanno niente da perdere e vengono a giocarsela, per cui il rischio è dietro l’angolo. Noi stiamo ritrovando sia condizioni ottimali per fare una grande Champions e finire in campionato, e allo stesso tempo stiamo ritrovando giocatori che sono stati fuori per tanto tempo e mi auguro non escano più per allenarsi al meglio.

Le è piaciuto il gesto di Dzeko? E’ un lavoro suo?
Mi è piaciuto tanto. Il mio lavoro è stato solo un lavoro nella testa di tutti i giocatori. Io sono contento quando fanno queste cose da soli, è stato il gesto che mi ha fatto più piacere della serata. Defrel si mette sempre a disposizione dei compagni e questa è stata la dimostrazione.

DI FRANCESCO ALLA RAI

Che cosa salva di questa partita a parte il punteggio e il fatto che si siano sbloccati alcuni giocatori? Questa Roma basterà per i prossimi impegni?
Le partite durano 90 minuti. L’importante è che la squadra abbia saputo reagire dopo un primo tempo in cui siamo stati troppo lenti nella manovra, merito anche del Benevento che è andato subito in vantaggio. Siamo stati bravi a non avere fretta nel voler recuperare, potevamo fare meglio qualche aggressione che invece è arrivata un pochino in ritardo. Perotti era più adatto a partire da esterno che dietro un attaccante, cambiando qualcosina la squadra ha migliorato l’atteggiamento andando anche a creare di più, per cui c’è da salvare il risultato ma non mi è piaciuto il fatto di aver preso due gol. Non ci succede molto spesso, ma non ci lamentiamo perché oggi era importante trovare il gol, ci mancava da tanto segnare e questa sera lo abbiamo fatto.

Avete scavalcato la Lazio, che cosa si sente di dire?
Credo che l’obiettivo della società fosse quello di entrare in Champions prima di tutto, siamo andati anche oltre le aspettative in Europa, ma in Italia ci si dimentica troppo facilmente. Ci si dimentica anche da dove è arrivato Under, che ha fatto un solo anno nella serie A turca. Lo osservo tutti i giorni e sta iniziando a capire meglio, lo vedevo anche nell’intensità che mette negli allenamenti. In Italia c’è poca pazienza nei confronti dei giovani italiani, figuriamoci per quelli stranieri, abbiamo una cultura totalmente errata, siamo molto più bravi a criticare che ad elogiare.

In quale ruolo vedi meglio Under?
Lui è più bravo a partire più dall’esterno per poi accentrarsi. A volte lo prendo in giro, ma devo dire che sa usare anche il piede meno forte, oggi con il destro ha anche messo una bella a Dzeko e questo sa a significare quanta qualità abbia. E’ ovvio che deve crescere per assimilare meglio determinati movimenti e soprattutto per analizzare al meglio le situazioni di gioco, quando puntare, quando fermarsi. Lui veniva da un’idea di gioco totalmente istintiva. Lo vedo più da esterno che da seconda punta ma ora l’importante è che continui a lavorare con umiltà.

E’ sembrata una formazione sbilanciata?
Si era un po’ sbilanciata obiettivamente, ma potevo farci poco nel senso che non avevo centrocampisti a disposizione: De Rossi, che entrato 20 minuti, l’ho avuto solamente ieri. Parlando di giocatori, Defrel ha agito molto bene alle spalle di Dzeko, su tutto il fronte offensivo, al contrario di Perotti che invece si è allargato soltanto a sinistra.

Che cosa può dirci della condizione psicologica di Dzeko?
E’ arrabbiato perché non fa gol, rientra negli spogliatoi e nella sua lingua si lamenta. Dzeko però ha sempre un grande atteggiamento con i compagni e avete potuto vedere quanto successo con Defrel, che magari è arrivato per lottarsi il posto con lui, e invece lui gli ha ceduto il pallone. Ha il desiderio di far bene prima nella Roma e aiutare il gruppo, poi viene tutto il resto, questo ho cercato di inculcare ai ragazzi fin dai primi giorni.

Che cosa ha in meno la Roma di Inter e Lazio?
Siamo una squadra che si può giocare benissimo il terzo posto. Per quanto riguarda lo Scudetto ho sempre detto che abbiamo qualcosa in meno di Napoli e Juventus. L’importante è migliorare il collettivo e giocare di squadra.

Il 4-2-3-1 sta funzionando. Questo sistema di gioco è legato alle numerose assenze?
Sicuramente oggi non avevo molte alternative, ma a Verona ho schierato volutamente Nainggolan dietro la punta. Oggi per necessità ho dovuto schierare Gerson in mediana e sapevo che potevo andare a rischiare qualcosa, ma sapevo anche di andare ad aumentare la qualità in mezzo al campo.