Capitan Morgan: quando l’italiano conta più di mille parole

Morgan De Sanctis PR

Il suo nome è Morgan, Capitan Morgan e guida la nave giallorossa dalla sua area di rigore, vera torre di vedetta della Roma capolista.

Il portierone abruzzese è uno di quegli acquisti che non ti fa strappare i capelli o gridare al colpaccio, ma che ti fa rendere conto della sua straordinaria importanza soltanto dopo averlo visto in campo e soprattutto dopo averlo rapportato ad un altro, sulla carta, grande portiere: Marteen Stekelenburg. Non si può negare, infatti, che l’estremo difensore olandese sia un valido numero uno: ottimo nelle uscite, ottimo nelle prese alte e basse, insomma ottimi i suoi fondamentali, ma c’è qualcosa che non si può insegnare, nè imparare e questa è la capacità a saper comunicare.

Sabatini lo aveva capito già da fine maggio, quando a seguito della dipartita da parte dell’olandesone, inizio a pressare da vicino Morgan De Sanctis, “colpevole” di incarnare il prototipo di portiere che serviva alla Roma: un uomo di esperienza, carisma ma soprattutto italiano.

Quante volte nelle due precedenti stagioni abbiamo sottolineato la difficoltà di comunicazione tra Stekelenburg, reo di parlare oltre all’olandese, soltanto l’inglese, ed il resto della difesa? Quante volte abbiamo notato un portiere tranquillo e taciturno nella propria area di rigore? Quante volte abbiamo rimproverato l’attuale portiere del Fulham di non saper guidare, né gestire la difesa? Troppe, davvero troppe ed è per questo che la scelta è ricaduta su Morgan De Sanctis.

Come un martello pneumatico, l’attuale portiere della Roma urla e sbraita per l’intero corso della partita. Dall’alto della sua torre di vedetta direziona il timone prima a destra e poi a sinistra aiutando i suoi compagni di reparto a posizionarsi nel modo più congeniale possibile per arginare le scorribande avversarie: l’importanza della lingua e di comunicare è un elemento primario ed imprescindibile per un portiere.

Sarebbe facile descrivere De Sanctis come l’antitesi di Stekelenburg , per questo ci piace “aggettivarlo” in questo modo: carismatico, presente, pressante, affamato,arrogante, ma soprattutto italiano.

Tra i meriti non è da trascurare neppure la rinascita di Balzaretti: quando un reparto gioca bene, soprattutto quello difensivo, è merito anche e soprattutto del portiere.

Questo è De Sanctis, 36 anni, portiere di professione e “capitano” della nave giallorossa… Forza Morgan traghettaci in porto!

 

Daniele Scasseddu

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