L’allenatore dell’Inter, Bernazzani, è rimasto su quella panchina per tre stagioni, e c’è tornato a marzo, dopo la promozione di Stramaccioni, quello del Milan (Aldo Dolcetti) è al primo anno, Bollini ha una militanza lunga, ma Alberto De Rossi batte anche lui. Ha preso in mano la Primavera nel 2003: Bruno Conti voleva promuoverlo un anno prima, Capello impose la conferma dell’amico Ugolotti, che mancò la qualificazione con la squadra più forte del campionato. Sabato era a Foligno, mentre il suo successore maltrattava il Varese: tra i grandi è andato molto meglio che coi giovani, l’altro non ci ha neanche provato. Scelta di vita, si è perso il conto delle volte che lo ha spiegato, De Rossi senior: dopo il primo scudetto in Primavera (2004-05, ne aveva già vinto uno con i Giovanissimi) le offerte sono arrivate, l’anno dopo, quando si chiuse il ciclo uscendo nei quarti con la Fiorentina, ancora di più: in serie C era un libero molto apprezzato, uno che vinceva i campionati da capitano, i successi con le giovanili gli completarono il curriculum per andare a lavorare coi grandi.
TRAGHETTATORE MANCATO. Quel curriculum non è mai stato spedito. Si è parlato di lui come traghettatore ogni volta che la prima squadra ne aveva bisogno, lui non ne ha mai voluto sapere. Dopo quello scudetto ne è arrivato un altro (lo scorso anno), battendo la Lazio si giocherebbe il terzo. Una sola volta la Roma ha vinto due scudetti di fila, in panchina c’era Giorgio Bravi, una leggenda del calcio romano, scomparso nel 2003. Tra i ragazzi che ha allenato, anche Alberto De Rossi.

SPAREGGIO SI, SPAREGGIO NO. Sarà uno spareggio, questa sera, visto che i due derby di campionato sono finiti 3-3 e 1-1, non lo sarebbe l’eventuale finale: Roma e Juventus ne hanno giocate due, e vinta una per parte, ma con l’eliminazione nei quarti dei bianconeri niente rivincita, i giallorossi hanno già fatto meglio. Meglio della Lazio anche come giocatori fatti esordire coi grandi (4-3: Viviani, Piscitella, Tallo e Verre contro Rozzi, Zampa e Onazi) ma quello è un dato che più che ai tecnici va a merito dei responsabili dei settori giovanili. E così, meglio far decidere la supremazia tra i due Alberto al derby di stasera.

VIVIANI TORNA. Per l’occasione, ci sarà anche capitan Viviani: era già previsto, lo ha confermato il diretto interessato direttamente dall’Irlanda, nell’intervallo della partita dell‘Under 21. L’ha vista dalla tribuna, problemi di fatica non ne avrà, al massimo di sonno. «Ho già parlato con il mister: questa notte torno a Roma e raggiungo i miei compagni. Sono stati bravissimi ai quarti con il Varese, ora ci aspetta questa partita sentitissima, per noi come per la Lazio. Un derby in semifinale è sempre una gran cosa». Matteo Ricci, in sua assenza, ha fatto molto bene, ma Alberto De Rossi è uno della scuola Capello: scegli un undici di base, e cambi solo in caso di necessità. E i fatti gli hanno spesso dato ragione.

Gazzetta dello Sport – Francesco Oddi