
Pagine Romaniste (F.Biafora – Y.Oggiano) – Roberto Della Seta, architetto, ex presidente di Lega Ambiente e fondatore di Green Italia, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti durante la visita dell’area di Tor di Valle e dell’ippodromo. Queste le sue parole:
Sbaglia chi dice che questo progetto è un ecomostro?
Per me non si tratta di un ecomostro perché la firma su questo progetto è di grandi architetti di tutto il mondo che hanno realizzato oggetti considerati belli. La bellezza nell’architettura è importante. Non è un ecomostro perché è un progetto che prevede di realizzare qui quello che diventerebbe il secondo o terzo parco verde di Roma, il parco fluviale. Non è un ecomostro perché per la prima volta un intervento di queste dimensioni non avverrebbe slabbrando ulteriormente Roma fuori dal raccordo anulare. Sarebbe un progetto di rigenerazione di un pezzo di città che già esiste. Non è un ecomostro perché in base al progetto lo stadio e i servizi commerciali nascerebbero certificati leed, che è il marchio che in tutto il mondo consente di riconoscere ed identificare gli edifici realizzati secondo criteri di eccellenza ecologica per quanto riguarda il risparmio energetico, la produzione di energie rinnovabili, l’uso dei materiali e il collegamento con il trasporto pubblico. Lo stadio insieme a quello inaugurato a Bilbao sarebbe il primo stadio europeo certificato leed. Non avrebbe un copertura di cemento armato ma una di pannelli fotovoltaici per produrre energia pulita.
Cosa ne pensa del vincolo della Soprintendenza?
Io credo che la Soprintendenza sia intervenuta tardivamente, poteva farlo prima. Poteva farlo quando questo bene aveva compiuto i suoi 50 anni. Perché la legge prevede che dopo i 50 anni lo Stato possa decidere di tutelare i beni che ritiene preziosi e meritevoli di tutela. Credo che sia discutibile questa richiesta perché questo ex ippodromo può piacere oppure no, ma certamente il suo valore architettonico è essenzialmente nella sua funzione di ippodromo stesso. Questa struttura non tornerà mai ad ospitare gare di trotto, anche se lo stadio non si dovesse fare. Perché le tribune sono inagibili, perché la copertura in cemento armato dopo una verifica risulterebbe pericolante, perché nelle scuderie è stato utilizzato per le coperture amianto. Si sta chiedendo di tutelare un rudere, che non è il Colosseo ma è un oggetto realizzato 57 anni fa. Non si tratta di archeologia. E’ un progetto disegnato progetto da un buon architetto romano. Questa richiesta per me è molto discutibile.
Secondo lei allora perché è arrivata adesso?
Non faccio un processo all’intenzioni, bisognerebbe chiederlo alla Soprintendenza.
Grillo ieri ha parlato di questo problema idrogeologico…
Lui ha detto che c’è un problema idrogeologico ed è vero. Questo problema riguarda in particolare una zona di Ostiense nel cuore del quartiere di Decima. Nelle delibera c’è scritto che l’opere pubbliche dei privati, che costruiscono lo stadio e tutte le sue strutture annesse, c’è anche la messa in sicurezza del quartiere di Decima rispetto all’esondazione del Fosse del Vallerano. Questo intervento ridurrà il livello di rischio idrogeologico di quest’area.
La settimana scorsa c’è stata una manifestazione contro lo stadio qui a Tor di Valle della Lega Ambiente e lei è stato è l’ex presidente proprio della Lega Ambiente. Perché questa diversa visione su questo progetto?
La Lega Ambiente rimane la mia associazione, ma in questo caso la vediamo diversamente. Il perché loro la pensano così lo dovete chiedere a loro.
Si dice che non su quest’area non si può costruire una struttura troppo alta…
Questa è la parte più surreale di questa richiesta. Si sta dicendo che non si possono costruire edifici troppo alti perché chi sta qui viene rovinato la sky-line. Ripeto questo è un ippodromo che non riaprirà mai, per cui chi sta qui non esiste. Si sta parlando di un’ipotesi del quarto o del quinto tipo. Io quel passaggio proprio non l’ho capito.
Quindi non è legato solo ad un problema di sicurezza?
No. Questo è un problema posto dalla Soprintendenza per quanto riguarda il punto di vista verso gli eventuali grattacieli. E’ un problema di natura estetica, di paesaggio. Ripeto qui non ci sarà più un pubblico che si vedrà le gare di trotto. Non si capisci chi avrebbe la vista rovinata da eventuali edifici troppo alti.
Il progetto era già pronto ad una eventuale revisione della Soprintendenza?
Penso proprio di sì.
Da che data?
Non lo so perché io non mi occupo di questa parte. Comunque sia da molti mesi.