«Basta parlare del contratto, ora c’è il derby». Il quindicesimo in nove anni per Daniele De Rossi che rischia di giocare una delle sue ultime stracittadine con la maglia giallorossa. «Io penso che sia più importante il futuro della Roma che il mio – ha dichiarato De Rossi ai microfoni di Rai Sport -. A prescindere dal mio contratto, il club giallorosso sta creando qualcosa di importante. Se non rinnovo io risparmiano bei soldi e prendono altri calciatori importanti, forti come me. Il mio rinnovo non deve essere un assillo per tutti».
Poi però il centrocampista azzarda un pronostico che ad oggi sembra impossibile : «Non sono poi sicuro che Francesco non ci sarà, il passato ci ha insegnato che le sorprese sono dietro l’angolo. Vi ricordo che contro l’Arsenal (nel 2009, ndr) il capitano ha giocato praticamente zoppo, aiutandosi con antidolorifici: se c’è una partita in cui lui può fare qualcosa di più è il derby». A smentire questo ottimismo però sarà Luis Enrique che non schiererà mai e poi mai un giocatore che non è al cento per cento, anche se si tratta di Totti. Il capitano oggi parlerà in conferenza stampa per la prima volta da quando DiBenedetto è presidente. Per il numero dieci già si parla di un futuro da dirigente. «Non so quando smetterà Totti. Io comunque non ho la fissazione della fascia, né con la Roma, né con la Nazionale. Sono due cose che probabilmente un domani mi toccheranno, ma non è un assillo. A volte vado a controllare le presenze, poco tempo fa ho superato Di Bartolomei e mi è sembrato quasi un oltraggio». Infine una battuta sulla nazionale: «Mi fa piacere giocare e disputare 90 minuti. Non ho mai pensato a risparmiarmi. Giocare in nazionale, è un privilegio. Cassano smette? Magari, così smetto io di sopportarlo, mi ha distrutto le orecchie questa settimana».
Leggo – Francesco Balzani