La stagione di Evan Ferguson alla Roma è tutto tranne che rosea e i ripetuti infortuni fanno discutere.

L’attaccante irlandese come ha spiegato anche il mister giallorosso, Gian Piero Gasperini, nella conferenza pre Cagliari di settimana scorsa, viene da una serie di infortuni alla caviglia che fino ad oggi l’hanno tenuto ai box ripetute volte.

Le parole di Gasperini: “Il problema è alla caviglia: è la quarta distorsione che subisce. L’anno scorso e stato fermo un anno per una distorsione alla caviglia, quindi le condizioni complicate sono di questa natura. Per rimetterlo in piedi stiamo lavorando, ma ogni volta che cambia direzione la caviglia rischia una distorsione. Tre da una parte e una dall’altra, però quella operata è quella più problematica, quella che non ha risolta del tutto il problema. Ci stiamo adoperando tutti per cercare di sistemare la situazione ma non è facile. È chiaro che dal punto d vista psicologico passa dalla felicità a momenti in cui è molto scontento e molto depresso. Ora cerchiamo di recuperarlo e di rimetterlo in piedi. Non è facile, perché ogni volta servono dodici settimane. L’ultima volta si è fatto male evitando un fotografo. Quando è stato disponibile è sempre stato utilizzato, però la problematica di questo giocatore è questa”.

Tuttavia, la schiettezza del tecnico non è stata ben vista in Irlanda, dove sono arrivate dure critiche. Kevin Kilbane, ex calciatore e opinionista, ha invitato il Brighton a intervenire sul trattamento riservato a Ferguson. Scrivendo sull’ Irish Times,  ha sottolineato come sia raro che un allenatore metta pubblicamente in discussione la forma fisica di un giocatore e ha aggiunto che Gasperini, in questo caso, avrebbe superato il limite. Secondo Kilbane. le dichiarazioni confermano che Gasperini non intendeva puntare sul giovane attaccante. L’ex giocatore irlandese ha evidenziato come il tecnico sembri non preoccuparsi delle conseguenze reputazionali per Ferguson, il cui futuro potrebbe risentire dei commenti pubblici negativi. Kilbane ha quindi suggerito che sia il Brighton, club di proprietà del giocatore, sia la Roma dovrebbero intervenire “in silenzio” per tutelarne la carriera