Dal 4-2-3-1 alla difesa a tre, rebus tattico

9roma-verona-spalletti difesa 3

Il Tempo (A.Serafini) – Pochi giorni di addestramento e l’inevitabile necessità di provare direttamente sul campo. Per questo la prima in giallorosso di Spalletti ha evidenziato più che altro la sistematica intenzione di cambiare modulo in base al momento della gara. Prima novità: nel 4-2-3-1 iniziale sono state invertite rispetto al recente passato le posizioni di Pjanic e Nainggolan, piazzato come incursore alle spalle della punta. Il centrocampista bosniaco quindi ha preso posto al fianco di De Rossi nel classico ruolo di regista spallettiano, con il compito di impostare l’azione con meno tocchi possibili.

Ci vorrà del tempo per capire l’adattabilità del numero 15 a una posizione finora ricoperta soltanto in nazionale e giusto un paio di volte nella Roma, mentre è bastato circa un quarto d’ora a Spalletti per comunicare alla squadra di posizionarsi con uno schieramento diverso, su cui probabilmente si continuerà a lavorare anche in allenamento. Con la presenza di Castan (in grado sulla carta di dare più qualità nella ripartenza dell’azione), spazio alla novità del 3-5-2 o meglio del 3-4-2-1, con Torosidis, Manolas e Castan posizionati sulla linea difensiva, Digne e Florenzi (riportato a destra) sulle fasce e maggiore densità a centrocampo tra Nainggolan e Salah in supporto di Dzeko. Ma una volta che la palla finiva agli avversari, la difesa era di nuovo a quattro uomini. Nella ripresa Spalletti è tornato al 4-2-3-1 e poi ha rispedito Florenzi nel «vecchio» ruolo di terzino destro. Con una settimana di lavoro alle porte ci sarà più tempo per oliare idee e meccanismi: obiettivo necessario per provare a scalare la montagna juventina domenica.

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE

I più letti