Home Rassegna Stampa Curve, le nuove barriere dividono Roma e Lazio

Curve, le nuove barriere dividono Roma e Lazio

0
Curve, le nuove barriere dividono Roma e Lazio

La Gazzetta dello Sport (C.Zucchelli) – I tifosi della Lazio, soddisfatti, ma che già da qualche settimana avevano deciso di rientrare all’Olimpico e quindi non troppo coinvolti dalla novità. I tifosi della Roma, che invece aspettano la totale rimozione delle barriere per rimettere piede in curva. Gli ultrà dei due club hanno accolto in modo diverso la decisione del capo della polizia Gabrielli di abbassare momentaneamente i vetri divisori dell’Olimpico, in attesa di toglierli del tutto, e non è una novità, viste le diverse forme di protesta degli ultimi mesi.

DIVISI – Da una parte i laziali, che in un primo momento avevano adottato lo stesso metodo dei romanisti – fuori ad oltranza fino a che ci sarebbe stata la presenza dei separatori – hanno deciso di tendere una mano alle istituzioni; dall’altra i romanisti, che invece hanno deciso di rimanere «coerenti con noi stessi» e, salvo colpi di scena che potrebbero arrivare nei prossimi giorni, il primo marzo al derby serale (il primo dopo 4 anni) non ci saranno. Per il ritorno si vedrà, se le barriere saranno state tolte rientreranno.

DUE ANNI DOPO – A due anni di distanza, quindi, le cose all’Olimpico inizieranno a cambiare: era, infatti, l’inverno del 2015 quando iniziarono a circolare le prime voci sulle curve «divise in due», poi ufficializzate in primavera. La task force voluta dalla Lega (erano i tempi della discriminazione territoriale e dello striscione contro la mamma di Ciro Esposito esposto in curva Sud) aveva prodotto l’idea di segmentare i settori ed era stata attuata poi dall’allora Prefetto di Roma, oggi capo della Polizia, Franco Gabrielli, che se ne assunse la paternità, su direttiva del ministro dell’Interno Alfano, e decise di installare nelle due curve le barriere per «motivi di sicurezza», settorializzando «al meglio» i settori dove, «entravano più persone del consentito». Il Coni, proprietario dell’impianto, non apprezzò troppo la decisione, anche se ufficialmente non si è mai arrivati allo scontro, la Roma idem (anche perché aveva messo in vendita in campagna abbonamenti dei posti poi spariti), la Lazio, invece, mostrava qualche apertura in più, tanto che alla fine i tifosi biancocelesti, dopo alcuni mesi di protesta, sono rientrati in curva.

FINE COL BARCELLONA – Quelli della Roma no, l’ultima partita con la curva Sud al completo è stata contro il Barcellona il 17 settembre 2015 poi, dalla gara contro il Sassuolo di tre giorni più tardi, i gruppi ultrà hanno iniziato a rimanere fuori per protesta. Inizialmente erano 23mila persone, col passare dei mesi la curva si è svuotata sempre di più, fino ad arrivare a 56mila persone in meno. In questa stagione la situazione è migliorata, almeno dal punto di vista numerico, perché in casa Lazio, come detto, gli ultrà sono rientrati; in casa Roma, invece, la società ha messo in vendita, cosa che non accadeva da anni, i biglietti per le singole partite. Una sorta di rivoluzione, visto che negli ultimi anni il cuore del tifo romanista era sempre andato esaurito in abbonamento. E allora, piano piano, anche grazie ai risultati della squadra, la Sud si è ripopolata di tifosi «normali», ma di ultrà neanche l’ombra. Loro hanno continuato a seguire la squadra in trasferta, all’Olimpico torneranno solo quando le barriere saranno rimosse e non solo abbassate. Niente derby, quindi, almeno quello del primo marzo che si giocherà in casa della Lazio, e niente Roma-Napoli di tre giorni dopo. Sì, invece, alla partita contro l’Inter del 27 marzo a San Siro.