Attenzione a recitare il de profundis del calcio spagnolo. O meglio, della coppia regina Real Madrid e Barcellona. Chiaramente, la crisi del sistema bancario iberico con il maxi-prestito richiesto/concesso dall’Unione europea da 100 milioni di euro, renderà più complicati i finanziamenti ai club calcistici, in passato, piuttosto frequenti e generosi. Tuttavia, arrivare a presagire un rapido declassamento delle due big spagnole è troppo.
Inoltre, Real e Barca pagano, è vero, stipendi abbondanti (parliamo di 216 e 241 milioni nel 2011). Ma il rapporto salari-fatturato si attesta sul 45 e sul 53%, ben al di sotto della quota del 70% tollerata sempre a livello di fair play finanziario.
Detto questo, se la sopravvivenza ad alto livello in Europa di Real e Barca non sarà messa in discussione nel breve-medio termine, il fatto che queste due società assorbano gran parte degli incassi finirà per impoverire ulteriormente la Liga dove già una decina di club viaggiano in amministrazione contrallata e sui bordi di un possibile default. Non certo un esempio virtuoso di Lega professionistica.
Il Sole 24 Ore – Marco Bellinazzo