CR7 e Zidane s’inchinano: «Grande Totti, chapeau!»

conferenza zidane cristiano ronaldo

Il Giornale (J.Granzotto) – Il Real Madrid ha in pugno la storia. Dieci coppe Campioni sono tante e ti permettono di vivere con discreto ottimismo turni che non sono una finale. Nonostante questa giustificata protervia, è dal 1989 (dai tempi di Butragueño e Sanchez per intenderci) che non riescono a eliminare un’italiana in uno scontro diretto. E ogni volta se lo scordano. Grandeur. Non fanno eccezioni il divino Cristiano Ronaldo e il già divinizzato tecnico dei blancos Zinedine Zidane che ha l’aria serena di chi è sicuro di farcela. «Il Real è pronto, vedrete – annuncia Ronaldo -. La Roma è forte. Ma abbiamo fatto un lavoro fenomenale, giochiamo bene, vinciamo. Ovviamente la Champions è diversa, queste partite sono più complicate di altre».

Lo criticano in Spagna, dicono che rende bene solo in casa. «Ci ho fatto il callo, il fatto è che ho abituato male i giornalisti spagnoli, li ho viziati. Dicono che non sono in forma perfetta? Che lo credano pure». Il Real in coppa è sempre il favorito. «Sempre, ci sentiamo i più forti, ma non è un peccato di superbia, e la nostra gloriosa storia di trofei vinti». Però Spalletti dice che la Roma ha il 50 per cento di possibilità di farcela. «Può essere. Nel calcio tutto è possibile, ma sappiamo come fermare i giallorossi ». Ti pareva che a Roma qualche giornalista italiano non tirasse fuori la classica domanda sull’ex Pupone quarantenne? E lui, Cr7, non può che rendere merito, nonostante probabilmente non sia al corrente di tutte le panchine che sta scaldando. «Impressionante, davvero. Dimostra che l’età nel calcio non è importante, però se giochi bene chi se ne frega quanti anni hai. Il messaggio di Totti è che nel calcio non ci sono limiti, uno spot per i bambini».

La stampa spagnola rimarca le differenze tra il tridente del Barcellona, quello dei tutti amici, quello scoppiettante e il loro, quello anarchico. «Ma quando mai, l’amicizia conta nulla. A Manchester non parlavo con nessuno, stavo sempre da solo, eppure segnavamo a raffica. Diciamo che non ho bisogno di portarmi Benzema a cena per risolvere un problema che non esiste». Infine sul rigore a due tocchi, che tante polemiche (inutili) ha scatenato, diventa criptico e si acciglia. «So perfettamente perché Messi l’ha fatto, ma lo tengo per me, lascio a voi l’interpretazione. Non faccio commenti». Non gli va ancora giù il regalino a Suarez, evidentemente. Fari spenti invece per Zidane. Che, gli fanno notare, ritrova due reduci della finale mondiale, De Rossi e Totti. «Francesco? Chapeau!…». Poi viene a sapere della maledizione contro le italiane, 27 anni di delusioni, e promette di chiudere la pratica qui all’Olimpico. «Daremo il massimo per garantirci già da domani sera (stasera, ndr) il passaggio, non intendo rischiare di prolungare questo trend». Marcelo si è allenato. «Giocherà, giocherà… ».

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