La Gazzetta dello Sport (A.Catapano-M.Iaria) – Mancini? Ancelotti? Conte? L’unica certezza, oggi, è che sarà un grande nome. «Sono tutti bravi, c’è solo l’imbarazzo della scelta», dice Giovanni Malagò. Per abbondanza di materiale umano, sarà forse la decisione più facile del prossimo commissariamento. Ma la scelta del tecnico sarà anche il primo tassello dell’opera di ricostruzione del calcio italiano. Fuori dal Mondiale e incapace di dotarsi di una governance: dal 13 novembre, nei due mesi e mezzo che hanno portato alle elezioni, fino alla tragicomica assemblea di lunedì, il sistema ha toccato il fondo, trascinando con sé l’immagine di tutto il movimento. L’obiettivo a medio-lungo termine è tornare competitivi. Nel breve periodo, però, si può e si deve già recuperare credibilità, affidando il commissariamento della Figc ad una squadra di persone serie e capaci, dal profilo inattaccabile. E si deve risalire nel gradimento popolare, oggi ai minimi storici. In questo senso, la scelta del c.t. giusto è l’unica mossa da fare. Impossibile, del resto, pensare di affidarsi ad un traghettatore per tutta la durata del commissariamento, almeno un anno. Gigi Di Biagio, attuale c.t. dell’Under 21, è il candidato a traghettare, appunto, la Nazionale maggiore per i prossimi due o tre impegni amichevoli: Argentina e Inghilterra il 23 e 27 marzo, Francia il 1° giugno. Non oltre, però. Il 7 settembre, contro la Polonia, scatterà la Nations League. Per quella data, Malagò e il d.g. federale Michele Uva auspicano di aver ingaggiato un grande c.t.

EX ROSSONERI – Anche per questo, anzi innanzitutto per questo Malagò inserirà in squadra uno o due ex calciatori. Uno la Figc ce l’ha in casa: Billy Costacurta, da dieci mesi presidente del Comitato organizzatore degli Europei Under 21 che si disputeranno in Italia nel 2019. Intelligente e dal profilo istituzionale. Il suo contributo, nel team coordinato dal project leader Andrea Stefani (ex guardalinee, ingegnere), è stato apprezzato. Potrebbe ritrovarsi in squadra con un compagno del Milan, cui verrebbe affidato un ruolo più gestionale: Demetrio Albertini, già vicecommissario con Guido Rossi e vicepresidente federale e numero uno del Club Italia sotto la gestione Abete. Un nome che l’Assocalciatori ha provato a proporre per la successione di Tavecchio e che ora, in molti, suggeriscono a Giovanni Malagò per il rilancio della maglia azzurra. Ma il presidente Tavecchio aveva avocato a sé anche la responsabilità del Club Italia e ora anche quella casella va riempita. Del resto, dice lo stesso presidente Malagò, «sarà anche giusto e doveroso coinvolgere persone di calcio».

TRE NOMI – Molto difficile allo stato attuale scommettere su un favorito. Se non altro perché Malagò è estimatore e buon amico di entrambi i papabili di queste ore: Carlo Ancelotti e Roberto Mancini, tutti e due, seppure in epoche diverse, conosciuti e frequentati a Roma. Con Antonio Conte, probabilmente, c’è meno intimità, ma la stima è la stessa, anche perché lui quel mestiere ha già dimostrato di saperlo fare. Chiunque sarà il prescelto, dovremo aspettare la primavera.