
Dal momento che erano tutti insieme in America, abbastanza vicini da spiegarsi, il direttore sportivo Sabatini, il presidente Pallotta, l’amministratore delegato Zanzi, il tecnico Garcia si sono incontrati, il dg Balsdissoni e altri manager giallorossi. Per due giorni di fila, domenica e ieri, a casa del presidente. Per vedere se manca qualcosa e per capire che cosa ci sia di troppo, a cominciare da Osvaldo e Borriello. La cena di ieri è servita anche per salutare Sabatini, già sull’aereo di ritorno. Qualsiasi cosa si siano raccontati nelle riunioni, sappiate che lo scorso anno la Roma è mancata essenzialmente lì in mezzo. In mezzo al petto. Nel cuore, nella voglia di non perdere, nella forza di amare se stessa. (…)
A questo punto una buona maggioranza assoluta della squadra è composta da giocatori che non ha bisogno di strigliate particolari – si è dimostrato che non funzionano – per non arrendersi facilmente all’idea di perdere una partita. A Roma li chiamano “rosiconi”. Hanno il difetto di fabbrica di prendersela con il mondo intero e anche con i compagni se le cose vanno male(…)