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L’Italia da sola non basta, serve l’Europa per affrontare la nuova povertà del pallone

L’Italia da sola non basta, serve l’Europa per affrontare la nuova povertà del pallone

Corriere della Sera (M. Sconcerti) – La nuova povertà del calcio e le conseguenze sul mercato non sono un problema che possa risolvere l’Italia da sola. Conta pochissimo che Federcalcio, Lega e Assocalciatori si riuniscano. Nessuno di loro rappresenta davvero i calciatori, quelli che devono accettare davvero il taglio. Non c’è dubbio quindi che anche i calciatori abbiano voglia di essere responsabili della trattativa, anche se, così com’è, non c’è una trattativa possibile. Perché il popolo dei calciatori è vasto e complesso ed ecco allora che viene l’idea di un taglio degli ingaggi sulla base di una specie di scala fiscale: più basso è l’ingaggio, meno forte è il taglio. Inutile dire che sarebbe comunque una sollevazione da parte di molti. Esiste poco anche la categoria dei presidenti, con interessi troppo diversi. Comunque vada, il problema è comune e deve portare a parametri comuni. Il tetto agli ingaggi, la qualità dei tagli, devono essere concordati a livello europeo. Altrimenti non avranno effetti e ogni società sarebbe sottoposta al ricatto dell’altra.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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