Bruno Conti si racconta. Passato, presente e futuro della bandiera giallorossa e campione del mondo nel 1982 con gli azzurri, sono stati al centro dell’intervista che domani verrà pubblicata dal Corriere Laziale. Ecco un estratto:
La Primavera -“Tutti i talenti della Primavera vengono monitorati da Luis Enrique. Verre, Viviani e Caprari sono stati in ritiro con la prima squadra. Credo sia normale che avendo poco spazio con i grandi, i giovani giallorossi crescano nella loro categoria.”
Il Settore giovanile, qualità e redditività – “Nella Roma questa la politica degli scambi tra giovani e giocatori più affermati è iniziata… con Bruno Conti. Il primo anno di Primavera ho esordito nella massima serie e poi sono andato in prestito al Genoa: grande campionato e promozione in Serie A. La Roma però era interessata a Pruzzo, che costava caro, avendo già realizzato tantissimi gol in rossoblu. In quel momento il Genoa ha chiesto di prolungare il mio prestito e quindi c’è stato questo scambio, e tutti sappiamo cosa ha fatto poi Pruzzo nella Roma. Per cui anche questo è il nostro lavoro. Tante volte gli scambi servono per far maturare un ragazzo che magari non è subito pronto per la Roma.”
La nuova era romanista – “Vedo Luis Enrique e il suo rapporto con i calciatori, il lavoro che riesce a fare, l’idea di gioco che sta dando a questa squadra. La Roma sta costruendo, anche se ci vorrà un po’ di pazienza, qualcosa d’importante. Con una rosa giovane e di grande prospettiva. Rivedo il periodo del primo Spalletti quando andai a parlare proprio con il mister toscano dopo un Udinese-Roma”
Il ruolo di Bruno Conti – “Io continuo a fare quello che facevo prima e sono assolutamente contento del lavoro che svolgo. Da parte mia ho sempre amato il settore giovanile, questo è il mio mondo e sono contento di viverlo giorno dopo giorno. Chi ha parlato, maliziosamente, di un mio ridmensionamento in società, ci teneva probabilmente solo a spargere veleni.”