Alla vigilia di Sampdoria–Roma, è stato presentato nella consueta conferenza stampa il nuovo tecnico della Roma Aurelio Andreazzoli. L’allenatore ha parlato di obiettivi, del cambio di modulo e di come lavorerà la squadra. Ad introdurre la conferenza è intervenuto il direttore generale Franco Baldini. Queste le sue dichiarazioni:
” Siamo qui a presentarvi mister Andreazzoli e il suo staff. Innanzitutto ho l’obbligo di ringraziare Zeman per il lavoro svolto, quando le cose vanno male, le responsabilità sono da dividere, ma a metà stagione è impossibile cambiare le altre componenti della squadra. Il senso di questo cambio risiede nella speranza di poter terminare nel migliore dei modi questa stagione ed eventualmente gettare le basi anche per le prossime. Andreazzoli è stato scelto un anno fa , è stato sottoposto a 5 anni di contratto perchè potesse conservare quello che tutti gli allenatori passati hanno portato di buono per la società. Mi auguro che possa essere una scelta definitiva”
Le parole di Andreazzoli: “Il compito che mi è stato affidato è grande e non ho avuto molto tempo da dedicare all’emozione. La scelta decisiva è stata selezionare il gruppo di lavoro che è con me. Con loro ci siamo chiariti, abbiamo stabilito degli obiettivi, dei comportamenti e da queste linee guida siamo partiti. Con il loro aiuto tutto ha funzionato in questi giorni, da sabato scorso abbiamo posto le basi per usufruire di questo lavoro nel tempo. Tutto il lavoro svolto è stato rivolto alla gara di domani perchè è quella che in definitiva ha importanza. Sono chiamato a fare un lavoro per la società e lo faccio nel migliore dei modi, per eliminare tutto ciò che può essere un problema per il futuro. Di obiettivi primari ne abbiamo molti, anche se preferisco non parlare della classifica. Credo che la squadra abbia bisogno di ritrovare la fiducia e di riscoprire i sentimenti che negli ultimi anni ho visto anche precipitare. Vogliamo lavorare su questi, sull’ambizione e sulla voglia di vincere che deve nascere da tante componenti. Ho scelto un gruppo con persone che hanno le qualità opportune per fare quello che vogliamo. E con l’energia di tutti possiamo far rinascere quel sentimento indeciso. Se uno nella sconfitta non soffre come soffrono tutti i tifosi della Roma non possiamo arrivare mai all’obiettivo. Quando noi risvegliamo questi due sentimenti abbiamo già ottenuto un risultato importante. I protagonisti di questo gioco sono i calciatori ed è verso loro che va convogliata la giusta energia. La società ci ha messo a disposizione non una ma due squadre forti. Sceglierò 11 calciatori e cercherò di sfruttare le loro caratteristiche migliori, perchè sono queste che determinano in definitiva un sistema di gioco. Se io avessi un dogma, un solo sistema, sarei condizionato. I calciatori vanno messi nella condizione di esprimere il meglio di quello che hanno e in tutti questi anni non credo di aver escluso nessun sistema, li conosco tutti e mi metto a disposizione dei ragazzi. Non sento l’eredità di Zeman, sfrutto l’enorme patrimonio che ci ha lasciato sotto l’aspetto tattico e morale. Perchè ho tolto le doppie sedute? Il fatto che guadagnino milioni non centra nulla. Il sogno della mia vita era allenare la Roma. Ho avuto la fortuna e non ho tolto le doppie sedute per andare incontro a bambini viziati come dite. Spalletti non le faceva, ma non era uno che viziava i calciatori, era un sergente. Voglio che si capisca: perché chiedevo quella spintina? Basta lo 0,2 % di ognuno. Voglio essere giudicato per quello che faccio ma mi infastidisce sapere che, mentre noi ci mettiamo un’energia impressionante, ci sono scricchiolii. Guadagnano tanto perché son bravi, se lo meritano. Io non li ho mai guadagnati perché non ero bravo, ci sono firme tra voi che guadagnano meno e chi di più. E’ il taglio che diamo alle cose che infastidisce, non permetto a nessuno di infastidire la squadra, me la dovete lasciare stare. De Rossi è un uomo guida, sarà un esempio da esportare nel mondo e se lo meriterà, giocherà tutte le partite, così come Stekelemburg. All’interno dello spogliatoglio ci sono poche regole ma ferree. Totti e De Rossi sono i primi a doverle rispettare più degli altri, sono monumenti che possono innalzare il valore della squadra. Tutti gli allenatori che ho incontrato mi hanno lasciato qualcosa di importante, ma grazie all’esperienza non ho bisogno di un modello di calcio da seguire”.