Il Tornatora

Con i videogiochi Roma, Samp ed Empoli vanno già forte

di Redazione

Corriere della Sera (N.Di Turi) – C’è uno stadio dove Patrik Schick è tornato quello decisivo della Sampdoria. Non è l’Olimpico, il colpo di mercato della Roma è di nuovo protagonista nelle arene che ospitano sfide a colpi di joystick. Palazzetti da migliaia di posti, qui vengono acclamati i pro- fessionisti di videogiochi come Fifa. Le squadre italiane di A e B hanno abbracciato il mondo degli eSports. Roma, Samp ed Empoli hanno preso i migliori talenti da tastiera per vincere i Mondiali virtuali. In Italia a riscrivere gli schemi di Eusebio Di Francesco sono tre ventenni assunti nel- la formazione ufficiale per i giochi elettronici. La campagna acquisti giallorossa ha portato Aman Seddiqi, Sam Carmody e Nicolò Mirra. «Di solito ci alleniamo 4 ore al giorno, mentre nei weekend sfidiamo le altre squadre in 40 partite valide per le qualificazioni. Ma rappresentiamo la Roma anche in 34 eventi diversi in tutto il mondo. In qualità di ospiti, commentatori e giocatori professionisti», spiega Mirra. Ventitré anni, milanese, il suo nome di battaglia è «Insa».

I talenti di Fifa lavorano in simbiosi con gli addetti al marketing dei club. Del resto la ragione per cui le squadre puntano sugli eSports risiede nell’opportunità di tornare a coinvolgere il pubblico dei giovanissimi, «sempre più lontano dagli stadi», conferma Mirra. La stagione dei tre talenti della Roma è appena cominciata e terminerà ad agosto in Asia. Per comprendere la portata del fenomeno, basta andare sui siti di Roma, Sampdoria ed Empoli per trovare i nomi dei videogiocatori professionisti accanto a quelli di Nainggolan, Quagliarella e Pasqual. Recentemente si è aggiunto anche il Genoa per provare ad aggiudicarsi il derby (virtuale) della Lanterna.

Del resto il Cio ha riconosciuto i videogiochi come sport. E alle Olimpiadi di Parigi 2024 potrebbero essere assegnate le prime medaglie. Sui compensi dei video- gamers di Serie A vige un riserbo assoluto. Il raffronto con altre realtà però aiuta a capire: «All’estero un professionista guadagna cifre superiori a quelle di un lavoro “normale”», confessa Mattia Guarracino, in arte «Lonewolf» e tesserato della Samp. Nell’ambiente gli addetti ai lavori confermano che i videogiocatori italiani di Fifa vantano un compenso variabile da mille a cinque mila euro al mese. E i guadagni crescono quando i professionisti sono coinvolti in eventi e sponsorizzazioni.