Leggo (A.Sacconi) – «Io non ho strumenti per intervenire, né lo farò». Il ministro di Beni culturali, Dario Franceschini, prende posizione sullo stadio della Roma. Più precisamente sul vincolo con cui la Soprintendenza ha messo sotto tutela le tribune dell’ippodromo di Tor di Valle, nell’area in cui dovrebbe sorgere l’arena giallorossa. «Ci sono competenze molto precise guidate dalla legge che appartengono alla totale autonomia delle Soprintendenze che non hanno un livello politico gerarchicamente superiore da far cambiare una decisione – ha spiegato il ministro –. Anzi, se lo si facesse si commetterebbe un illecito o un reato». E ancora ha aggiunto: «Non si può invocare a tratti che la politica sia fuori dalle scelte tecniche e poi che la politica intervenga a seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere». Intanto si riaccende la polemica a Palazzo senatorio. Il gruppo Pd capitolino chiede un Consiglio straordinario per riportare il confronto sul progetto dello stadio rivisitato nelle aule aperte della città. «Il confronto pubblico sulla nuova struttura e sulle opere pubbliche connesse è stato relegato nelle segrete stanze del M5S – dicono i dem – Noi vogliamo capire se questo nuovo progetto potrà avere l’utilità pubblica. Le opere pubbliche sono la priorità e sono indispensabili».

Lo stadio della Roma procede infatti verso un nuovo iter. La delibera sul pubblico interesse approvata nel dicembre 2014 dall’amministrazione Marino dovrà essere riformulata ex novo tenendo conto di un progetto dimezzato nelle cubature e sotto il profilo delle opere pubbliche. Con un nuovo assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici del Campidoglio Luca Montuori che si è appena insediato. Il procedimento quindi riparte da capo, con termine fissato per il prossimo 5 aprile. Con il rigetto della richiesta di proroga inoltrata alla Conferenza dei servizi dai proponenti, la data ultima per la decisione sul progetto è slittata. Entro il 30 marzo però Campidoglio e proponenti dovranno presentare gli atti propedeutici alla decisione finale.