Candela: «Una situazione surreale: ma io sto con Francesco»

Vincente Candela, ex giocatore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano Il Messaggero sull’addio alla Roma del suo grande amico Francesco Totti. Queste le sue parole:

Totti lascia la Roma…
«Io ancora non ci credo, Totti lontano dalla sua Roma: surreale».

Surreale, inaccettabile per una città che vive di sentimenti e non di vittorie.
«Francesco ha fatto un percorso di trenta anni con gli stessi colori addosso. Non è facile pensarlo lontano dalla Roma. Ha fatto tanto per quella maglia, la sua storia è nei numeri, non nelle chiacchiere. Poi, come tutti, ha i suoi difetti, ma questo è normale».

La Roma ha fatto le sue scelte.
«Totti è un simbolo, uno che capisce di calciatori come pochi, ma il padrone della Roma è Pallotta».

Ma cosa voleva fare Francesco?
«Occuparsi di calcio, far parte di uno staff che potesse prendere decisioni tecniche. Ripeto: Totti capisce di pallone. Poi, ovvio: non poteva fare tutto lui. C’è un ds, un allenatore. Ma il suo parere poteva contare molto».

E poi c’è Baldini?
«Baldini fa parte della Roma?».

Ufficialmente no.
«Quindi è un uomo influente, questo sì. Io sto con Totti, magari il presidente sta con Baldini».

Ecco, appunto.
«Magari potevano lavorare insieme, ma forse non era possibile in questo momento».

Ha sbagliato Totti in questi due anni?
«No. Si è sempre messo a disposizione. E’ chiaro, non era facile diventare un manager in poco tempo».

C’è chi gli rimprovera che non abbia studiato, che non sappia l’inglese?
«Mica deve parlare con Trump. Per individuare un calciatore o un allenatore e dire se siano in grado di venire alla Roma, bisogna parlare l’inglese? Il linguaggio del calcio è uno, Francesco lo conosce molto bene».

Che ne sarà della Roma senza romani?
«Si va avanti. Per me nulla viene a caso. Francesco troverà una dimensione altrove. Come ho letto di recente, “non tutte le tempeste arrivano per distruggerti la vita. Alcune arrivano per pulire il tuo cammino”. Chissà».

Dove lo vede in futuro?
«Lo vedo come un uomo libero. Tra i campioni come Figo e Ronaldinho, a rappresentare il calcio nel mondo. Ovunque, sarà sempre il mio capitano».

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