Il calcio Capitale sogna un 2017 pazzesco. La Roma vuole vincere un trofeo e posare la prima pietra dello stadio

Il Tempo (A.Austini) – Vincere un trofeo. Posare la prima pietra del nuovo stadio. Blindare Spalletti. Il 2017 della Roma è pieno di buoni propositi e gli ingredienti per renderlo un anno indimenticabile ci sono tutti. Ma attenzione alle trappole. Tante e disseminate sui vari percorsi che attendono la società giallorossa.

SUL CAMPO – Basta con il bel gioco, i complimenti, la crescita. Adesso c’è il bisogno fisiologico di riaprire quella bacheca impolverata da troppo tempo. Sono passati nove anni dall’ultima Coppa Italia vinta proprio con Spalletti in sella, sedici dal terzo scudetto conquistato con Capello. Sulla carta la Roma ha le potenzialità per riprovarci nella seconda parte di campionato: servirà comunque una grande impresa e molto dipende dal ritmo che terrà la Juve, ma nel frattempo ci sono altri due trofei da conquistare. Cucirsi sul petto la coccarda tricolore o portare a casa addirittura l’Europa League toglierebbe ogni dubbio anche sul futuro di Spalletti, che da mesi ripete: “Resto se vinco“. Non importa cosa. Però è arrivato il momento di ottenere un risultato di prestigio al sesto anno di gestione della proprietà americana.

RINNOVI – Pallotta non ha dubbi: il toscano è l’uomo giusto per impostare il progetto tecnico delle prossime stagioni. Il presidente ha proposto già diversi mesi fa un nuovo contratto all’allenatore che continua a prendere tempo, perché ritiene questa strategia uno stimolo per la squadra: “Dobbiamo meritarci la Roma, io per primo” è il mantra di Spalletti, che comunque ha dato appuntamento intorno a marzo ai dirigenti: per quella data avrà maturato una decisione. E tutto lascia pensare che sia quella di proseguire l’avventura in giallorosso. Non è il solo a dover chiarire il suo futuro: da De Rossi a Strootman, da Nainggolan a Manolas, fino a Salah e Paredes, in tanti durante il 2017 dovranno sistemare le rispettive situazioni contrattuali. Al momento, vale la pena scommettere sulla firma di De Rossi, Strootman e Nainggolan, mentre Manolas rischia di diventare un uomo mercato. Salah e Paredes sono invece casi meni urgenti. E Totti? Merita un discorso a parte. Come Spalletti, in primavera deciderà cosa intende fare da grande, se proseguire sul campo un’ altra stagione (e a quel punto va sentito il parere di Pallotta) oppure iniziare una nuova carriera da dirigente o allenatore. Qualora smettesse di giocare il contratto già ce l’ha e dura sei anni. E il suo 2017 si trasformerebbe in un anno pieno di grandi celebrazioni. Cambi in vista nella direzione sportiva. La Roma sta aspettando una risposta definitiva dello spagnolo Monchi, che prima di Natale è volato negli States ed è pronto a lasciare il Siviglia a fine stagione: oltre alla proposta di Pallotta ne ha ricevuta una del Psg. Gli americani lo considerano una primissima scelta e vorrebbero affiancargli Ricky Massara, attuale gerente del posto da Ds, come supporto per il mercato italiano. Se Monchi dovesse rifiutare, a quel punto Massara sarebbe il favorito per restare come primo. Ma anche il suo contratto, in scadenza a giugno, va rinnovato.

STADIO – Il futuro a lungo termine passa per il progetto di Tor di Valle. “Siamo impazienti” dice Pallotta, pronto ad accogliere nei prossimi giorni i dirigenti italiani per un vertice a tutto tondo negli States. La Roma ha ormai convinto la Raggi e il suo staff, tranne l’assessore Berdini che continua a richiedere modifiche incompatibili con la sostenibilità finanziaria dell’opera. Il 6 febbraio è la prima data chiave: scadono i 90 giorni previsti per la parte decisionale della Conferenza dei Servizi in Regione, di fatto quel giorno si saprà se lo stadio si farà e come. Entro il 5 marzo va chiuso l’iter con tanto di stesura di verbali e la delibera di Giunta Regionale, poi un altro mese circa per la firma della Convenzione urbanistica. Insomma, al netto di nuovi (e assai probabili) ritardi, ad aprile la Roma dovrebbe essere in grado di aprire i cantieri. Tuttavia, non essendoci ancora traccia della variante da approvare in Comune, i tempi potrebbero dilatarsi di altri 2-3 mesi. In ogni caso ad oggi il 2017 ha i requisiti per essere l’anno in cui lo stadio passerà dalla miriade di carte presentate finora ai primi blocchi di cemento. Il club conta di chiudere i lavori in 24-30 mesi. Quindi per vedere la Roma a Tor di Valle, nella migliore delle ipotesi, bisognerà attendere la stagione 2019-20. Sarebbe comunque un successo.

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