Bruno Peres, un piede che mandò la Roma ai quarti di Champions. L’arrivederci e ora il riscatto

Un intervento miracoloso del terzino contro lo Shakhtar permise alla Roma di superare gli ucraini nel risultato complessivo e qualificarsi ai quarti

di Redazione

Pagine Romaniste (L.Fantoni) – È il 13 marzo del 2018. I giocatori della Roma sono nello spogliatoio e festeggiano il passaggio ai quarti di finale di Champions League. In una delle tante foto scattate quella notte, tutti prendono Bruno Peres e gli indicano il piede sinistro. Si, perchè se i giallorossi sono riusciti a battere lo Shakhtar, un po’ di merito ce l’ha anche il terzino brasiliano. Tre settimane prima la Roma era stata in Ucraina, nella fredda Kharkiv. La partita di andata era iniziata bene. Cengiz Under aveva portato in vantaggio i suoi poco prima della fine del primo tempo. Nella ripresa però si erano visti gli spettri della solita Roma europea che si sgretolava alla prima difficoltà. Gli ucraini avevano ribaltato il risultato, portandolo sul 2-1. Una sconfitta che, in trasferta, era tutto sommato recuperabile. Negli ultimi secondi di partita però, Taison era scappato a tutti sulla fascia e aveva messo in mezzo per Facundo Ferreyra che aveva calciato in porta da tre metri di distanza. A quel punto è intervenuto San Bruno Peres da São Paulo che con il suo “piedone” ha evitato un gol già fatto. E al ritorno questo salvataggio si rivela decisivo. La Roma vince 1-0 con il gol di Dzeko (stupendo il passaggio di Strootman) e si qualifica. Ovviamente il merito è anche di tutte quelle parate di Alisson al limite delle leggi fisiche, della freddezza di Dzeko sotto porta e della spinta della Curva Sud durante tutta quella cavalcata. Quel salvataggio di Bruno Peres è però forse l’immagine più iconica di quella doppia sfida con lo Shakhtar. La rivalsa di un giocatore che fino a quel momento, e anche dopo, aveva reso al di sotto delle aspettative, ma che semplicemente allungando un piede riesce a ripagare in parte il suo debito con la tifoseria giallorossa. Non è un caso che dalla contestazione vera e propria si è passati ad un atteggiamento di simpatia e benevolenza nei suoi confronti.

Da quel momento in poi le sue presenze in giallorosso sono via via diminuite, per arrivare poi alla cessione in prestito al São Paulo nel luglio 2018. Inizialmente sembra che in patria Bruno Peres riesca a ritrovare quel livello di prestazioni che lo ha fatto conoscere al grande pubblico nel periodo al Torino. L’esordio arriva in Copa Sudamericana contro il Colon mentre il primo gol in campionato contro il Cearà. L’esterno gioca quasi tutte le partite del Brasileirão. Nel secondo anno al Tricolor Paulista però, le presenze non arrivano e a settembre 2019 è costretto a scendere di categoria per andare allo Sport Recife. I rossoneri però vedono le sue condizioni fisiche, gli fanno giocare una partita, e lo rispediscono al mittente. Eloquenti le parole del direttore sportivo Nelo Campos: “L’accordo è stato preso tra le due parti. È arrivato più tardi dei compagni, non era allo stesso livello di preparazione del gruppo, non poteva avere le loro stesse opportunità di giocare e tutto è stato risolto con tranquillità. Ora proseguirà la sua carriera”. A gennaio arriva il rientro a Roma dopo un anno e mezzo di assenza. I tifosi giallorossi si aspettano di ritrovarlo in condizioni pessime. Petrachi gli dà un’ultima possibilità, promettendogli di mandarlo via al primo errore. Bruno Peres abbassa la testa e comincia a lavorare. I risultati sono migliori di quello che ci si poteva aspettare. 8 partite tra campionato e Coppa Italia con anche un bellissimo assist per il gol di Mkhitaryan nella sconfitta contro il Bologna. Le lacune difensive sono rimaste e su quelle Fonseca dovrà lavorare, ma se l’atteggiamento è quello visto in queste prime partite del 2020, il brasiliano potrà rivelarsi un buon rincalzo per la fascia destra.