Bruno Conti: “La finale di Champions il momento più brutto della mia carriera. Totti è la Roma, Di Bartolomei il mio capitano”

Bruno conti P.R.

Bruno Conti ha partecipato, su Roma TV, allo SlideShow, dove gli venivano mostrate immagini del passato che lui stesso doveva commentare. Ecco le sue dichiarazioni:

Il primo tesseramento
Si vedono subito le orecchie a sventola in questa foto. E’ il primo tesseramento nel nell’Unione calcio Nettuno.

Dino Viola – Liedholm
C’era un rapporto stupendo con il presidente, soprattutto con la signora donna Flora che non ci ha mai abbandonato e ci ha sempre seguito. Un grande presidente in quei tempi che ha costruito una squadra che ha vinto lo scudetto e ha giocato una finale di Coppa dei Campioni anche se persa. Il barone Liedholm è stato il mio maestro, sono cresciuto con delle doti tecniche interessanti, ma quello che mi ha insegnato lui non potrò mai dimenticarlo. Mi chiamò dal campo Primavera a quello delle Tre Fontane dove c’erano i grandi giocatori e prima di un’esercitazione mi disse: “Bruno fai vedere l’esercizio”. Mi ha insegnato molto da punto di vista comportamentale, è stato quello che dall’ultimo anno deludente a Genoa mi ha portato alla Roma a tutti i costi e mi ha dato tanto dimostrazioni come io ho cercato di darle a lui.

L’ex gruppo
E’ la dimostrazione che era questo gruppo, la simpatia, lo scherzare, essere consapevoli di quello che voleva in campo Liedholm. Non mi scorderò mai di Maldera, Cicco Graziani, Righetti, Nappi, Falcao, Pruzzo, Agostino, Chierico. Un quadro bello che ti porta indietro nel tempo.

Scudetto a Roma
Vincere lo scudetto a Roma è un anno di sacrificio è il coronamento di un sogno di quello che uno vede. Vedere i tifosi che fanno sacrifici e vedere questo coronato con i sacrifici fatti da loro. Quello che fa questa gente per questi colori e riuscire a dare loro la gioia dello Scudetto è una felicità indescrivibile.

Di Bartolomei
E’ il mio capitano. Agostino è la Roma, mi ha dato consigli prima di venire alla Roma. Ci siamo conosciuti a Lavinio, vicino al mio Paese. Conoscere Agostino è stato come immedesimarmi a mio padre. Non potrò mai dimenticare quando a fine partita ti portava a salutare i tifosi sotto la Curva. Con Agostino ci siamo sentiti prima che succedesse quello, perchè ho organizzato una partita di calcetto al palazzetto dello sport dato che un nostro compagno Fabio Casadei ha avuto un incidente che lo ha lasciato sulla carrozzina. Chiamai tutti i giocatori, da Falcao a tutti gli altri, e lui mi disse subito di si. Poi è successo quello che è successo. Dopo quello ha fatto rimane il rammarico del pensare che si poteva fare qualcosa di più. Rimarrà per tutta la vita il mio capitano, è un grande uomo. 

Maldera
Insieme ad Agostino si parla di grandi uomini al di la di quello che si è vinto. Con Aldo siamo rimasti a contatto spesso, lui è rimasto a vivere a Fregene, stavano insieme tutti i giorni. Allenava qui alla Roma e ci stavo in contatto continuo. Gente giovane che non meritava questo, specialmente per le persone che sono.

Mondiale – Pertini
E’ una foto che tengo stretta sul mio computer, al di la di essere campioni del mondo sono vicino a una persona incredibile. Lui era vicino a noi ad incoraggiarsi, Pertini è un uomo stupendo, all’Italia ha dato tantissimo nel modo giusto con grande correttezza. Un grande personaggio.

Falcao
Paolo ha fatto un grande campionato del mondo. Io di dire a Paolo che mi dispiaceva non era vero. Per cui ho aspettato, a fine partita sono andato a salutarlo ma non ho trovato più nessuno, solo i fisioterapisti che piangevano.

Pelè
Per me erano gli inizi ancora, non ero conosciuto. Si faceva la lotta per fare la foto lui, poi me la sono portata avanti con il tempo. Quando Pelè mi disse che ero stato il miglior giocatore dei Mondiali fu un regalo stupendo. Io non vinsi premi in quel Mondiale, li vinse tutti Paolo Rossi.

Maradona
Non nascondo che quando mi abbracciava Diego mi sussurrava “vieni a giocare a Napoli”. Ho avuto un grande rapporto di stima e rispetto con lui. Sono contento di averlo rivisto in mezzo al campo, è un uomo stupendo pieno di valori e aiuta tutti.

Messi
Un giorno Daniele mi chiama e mi ha detto di andare due giorni a Barcellona. Ho chiamato Burdisso chiedendo se c’era la possibilità di fare una foto con Messi. Quella è una maglia che Francesco (Totti) mi ha dato con la dedica da dare a Messi, lui è stato tanto bravo a fare una maglia con una dedica per Francesco. Eravamo a casa sua, è un fenomeno e con grande umiltà e di questo ringrazio Burdisso.

Totti
Totti è la Roma. Sotto tutti i punti di vista. Uomo, calciatore, nei momenti di difficoltà è riuscito sempre a tirare fuori questa squadra dalle difficoltà. A distanza di anni è rimasto sempre se stesso. E’ un fenomeno sotto tutti i punti di vista. Un rapporto bello, spontaneo, schietto, le nostre famiglie conoscono i valori veri della famiglia. Con Francesco c’è tanto rispetto quando ci incontriamo tutti i giorni ci si abbraccia e ci si bacia perchè c’è voglia di salutarci in una certa maniera. Mi tengo stretto l’amicizia e il rispetto della sua famiglia.

Finale di Champions
E’ la cosa più brutta della mia carriera, ma che ti da modo di reagire ed andare avanti. Io non sono un rigorista, però ho sempre calciato e fatto gol e anche qui non mi sono tirato indietro. Avevo battuto molto bene contro il Torino, ma qui ho battuto con il corpo indietro, ho cercato di alzarla ed ho tirato alto. E’ stata una grande delusione perdere la finale di Coppa allo stadio Olimpico ai calci di rigore, però ci ha dato modo di andare avanti e vincere subito una Coppa Italia. E’ stata una pagina nera della mia carriera ma che allo stasso tempo mi ha fatto migliorare nel calcio. Il calcio è bello per questo, bisogna accettare le sconfitte anche se questa è stata un po’ tosta e bisogna andare avanti.

Ottavio Bianchi
E’ stato una anno bruttissimo. Quando si arriva ad avere una certa età negli allenamenti ti metti sempre in prima fila e cerchi di dare il massimo. Qui Ottavio Bianchi non mi ha mai considerato e dato la possibilità. Con lui ho deciso di smettere perchè la Roma ce l’ho dentro e non volevo accettare altre proposte per continuare a lavorare con questa squadra.

Addio al calcio
Ero preoccupato per la delusione dei tifosi avuta il giorno prima quando perdemmo la finale di Coppa Uefa. Invece allo stadio c’erano 80mila tifosi, è stato indimenticabile vedere queste bandiera, la mia immagine, quella che è stata la presenza, i miei compagni, indimenticabile tutto. Una serata incredibile, a questa gente abbiamo dato la professionalità e l’attaccamento a questa maglia e penso di essere stato ripagato in questa maniera.

Moglie
E’ importante trovare una moglie favolosa, che cresce i tuoi figli. Tra Roma e Nazionale ero sempre in ritiro. Lei non è voluta mai apparire e siamo orgogliosi di avere due figli cresciuti entrambi nello stesso modo.

Figli
Non mollavano mai un allenamento sono innamorati del calcio. Sono cresciuti a pane e calcio e da qui piano piano hanno fatto parte del settore giovanile della Roma. Con i miei figli ho sempre cercato dialogo.

Daniele Conti
Ci ha dato soddisfazioni, come ce le ha date Andrea. Ha fatto cose ottenute da lui con il peso di portarsi dietro un nome così importante. Lui è un grande calciatore, lo ha dimostrato in tutti questi anni. E’ cresciuto in una realtà lontana ma se l’è guadagnato da solo.

Tempestilli
Detto “er Cicoria” era un bel martello. Non ti mollava mai un secondo, ti stava sempre attaccato. Aveva i piedi un po’ di gesso ma grande carattere e grinta. Ha fatto la sua carriera, me l’ha data qualche bottarella.

Giorgio Rossi
Anche lui è la Roma. E’ difficile descrivere Giorgio. Ha dato amore a tutti, consiglio. Non dimenticava mai nulla. Andava in giro con il marsupio e dentro poteva avere di tutto, il biscottino, i cerotti, di tutto. Era tanto competente e con grande rispetto per i medici, quando si aveva qualche problema si andava tutti da Giorgio Rossi. Lo si vede dal viso che è una persona buona, un padre e difficilmente lo dimenticheremo.

Luisa Petrucci
Luisa la amo. Ne ho passate tante. Una festa fatta insieme a Fabrizio Grasseti a Nettuno, le feste, la bontà, persone belle, vere. A Riscone abbiamo fatto il Memorial Luis Petrucci e mi feci male al ginocchio operato, ma per Luisa questo e altro. Mai la dimenticheremo con il suo ombrellino.

Atalanta-Roma
Ho preso la squadra in mano e mi sono liberato delle ansie e preoccupazioni. Alla fine della partita ho abbracciato Rosella Sensi ed ho pianto.

Spalletti
E’ la persona che mi ha fatto divertire. L’ho voluto fortemente insieme a Pradè. Quando ci siamo nascosti dalle parti dell’Aurelia prima che tutto succedesse. Abbiamo fatto grandi cose, lui ha fatto grandi miracoli e ci ha fatto divertire. Sono orgoglioso di averlo fatto venire a Roma. In ritiro prese tutta la squadra, siamo andati a casa sua e abbiamo passato una serata insieme a Francesco. Lo ricordo con affetto e cultura del lavoro.

Settore giovanile
Florenzi ha dato la dimostrazione del campione che è. Come responsabile la mia più grande soddisfazione è vedere i De Rossi, Totti, Romagnoli e tanti ragazzi che abbiamo in giro. Adesso la società investe ancora di più nel settore giovanile per migliorarlo. E’ bello vedere questi ragazzi che faranno poi parte della prima squadra.

Hall of Fame
E’ unn votazione fatta dai tifosi e vuol dire che ho dato tanto a loro e alla Roma. Trovarmi in questa classifica come miglior giocatore in questo ruolo è un onore.

Pallotta
Sta dando tante soddisfazioni a questa società e a questi tifosi. La bravura del presidente è stata scegliere gente importante che sappia costruire un a grande squadra come ha fatto Sabatini. Mi auguro che presto possa venire la costruzione dello stadio perchè è quello che vuole il nostro presidente per i tifosi.

 

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE

I più letti