Pagine Romaniste

Il ballo degli allenatori

di Redazione

Corriere dello Sport (E.Intorcia-F.M.Splendore) – C’è fermento in panchina. Tra cambi di proprietà, contratti in scadenza (un paio a giugno, molti nel 2018) e offerte dall’estero, si profila un’estate clamorosa: tutte le big potrebbero presentarsi al via della della prossima stagione con un nuovo allenatore. Fa eccezione il Napoli, unico club ad aver davvero blindato il suo: per Sarri la scadenza è 2020. Per il resto, può accadere di tutto.

FUTURO ALLEGRI – Cominciamo dal numero uno: Massimiliano Allegri. Il contratto con la Juve fino al 2018 c’è, la scelta di affrontare il futuro con la massima, reciproca serenità, e al momento opportuno, è assodata. Offerte? Ufficiali no. Ma nel casting dell’Arsenal il nome di Allegri c’è, eccome. Max con la Juve ci si vedrà a fine marzo per fare un punto: del resto corre per tutti e tre gli obiettivi stagionali. Ma se fosse addio? Paulo Sousa è un candidato assodato, Jardim è il nome gettonatisimo che dal Principato di Monaco sta incantando le big. Mancini? Un’idea che ogni tanto torna. Spalletti? Difficile, molto. Ma Marotta (che lo aveva avuto a Venezia) lo chiamò quando era a San Pietroburgo per capire se ci fossero margini, dopo Delneri. La Juve segue con interesse anche il percorso di Carrera. E quello, in casa, di Fabio Grosso.

REBUS ROMA – A proposito di Spalletti, che è in scadenza, lo scenario è apertissimo e il tecnico ha detto chiaramente che la decisione verrà presa a fine stagione. L’obiettivo per valutare se restare è vincere qualcosa e probabilmente capire che piani ha la società. La successione? Il tema non è aperto perché per ora la Roma aspetta: Di Francesco e Montella sono ex (il secondo anche da allenatore) che ritornano; Sampaoli, una passione dell’ex ds Walter Sabatini, ma per ora non è riemerso come candidato. Un grande obiettivo è Emery, associato alla figura di Monchi, il ds del Siviglia che pare vicinissimo alla Roma, ma lo spagnolo è sempre più intoccabile al Psg. E quanto a Monchi, i quadri dirigenziali a Trigoria andranno riscritti tenendo presente che Massara ha estimatori e li merita: sua l’operazione Kessie, per intenderci.

FIORENTINA E LAZIO – A proposito di Paulo Sousa: la sua avventura alla Fiorentina è ormai finita, il club non eserciterà l’opzione per rinnovare il contratto che scade a giugno. Sarri è un sogno irrealizzabile; Simone Inzaghi un obiettivo molto difficile, visto che ha già l’opzione per un rinnovo automatico (due anni) in caso di qualificazione in Europa e che il club di Lotito ha intenzione di trattare un nuovo accordo a prescindere. Però Inzaghi piace, come piace molto Pioli. Di Francesco appare l’allenatore più alla portata perché dovrebbe lasciare Sassuolo, Maran un’altra opzione. Ma alla Fiorentina viene accostato con forza anche Giampaolo, che ieri ha dichiarato: «Sto bene alla Sampdoria, ho un contratto fino al 30 giugno 2018 e la mia prospettiva è quella di proseguire e migliorare il rapporto di lavoro con il mio club. Non ho raggiunto alcun accordo con nessun altro club». Occhio anche a Ranieri.

INTER E MILAN – Dicevamo di Pioli: all’Inter ha una promessa, di prolungare fino al 2019 in caso di qualificazione alla Champions. Però a Milano può accadere di tutto, perché il gruppo Suning non baderà a spese neanche in estate: se Simeone rompesse con l’Atletico in anticipo, l’Inter ci proverebbe pesantemente. Così come farebbe con altre ipotesi ambiziose, Conte incluso. Sulla sponda rossonera, tutto è legato al cambio di proprietà: se il finale di stagione non fosse esaltante, Montella potrebbe essere sostituito. Mancini interessa molto ai cinesi, Emery è un sogno proibito, Di Francesco l’idea in Italia.

LE ALTRE – A Bologna le ultime vicende non hanno intaccato la stima di Saputo per Donadoni: presto dovrebbe arrivare anche il prolungamento di contratto. Quello che il Cagliari ha promesso a Rastelli in caso di ingresso nelle prime dieci posizioni di classifica: il feeling con Giulini è solido ma gli estimatori in giro non mancano. Il Pescara ripartirà comunque da Zeman, il Palermo dovrebbe fare lo stesso con Diego Lopez ma c’è l’incognita del futuro societario. Attenzione ai ritorni in Italia: Stramaccioni, già in ballo per il Genoa che poi ha preso Mandorlini, e soprattutto Prandelli: l’ex ct vuole rimettersi in gioco, può essere il nome nuovo per Samp e Chievo. Lo cercano anche in Cina: finora ha detto no.