La Gazzetta dello Sport (F.Della Valle) – Questione di strategie, di solidità ritrovata, di panchina lunga e anche di condizione fisica in crescita. Massimiliano Allegri non ha mai avuto paura di prendere decisioni impopolari, iniziò al Milan vincendo uno scudetto dopo aver messo Ronaldinho in panchina. Ieri si è seduto Dybala per la terza volta di fila, però è sempre dalla panchina che si sono alzati, nelle scorse giornate, Szczesny e Benatia, dimostrandosi all’altezza dei titolari. Non è neppure uno che resta arroccato sui suoi moduli, lo schieramento deve essere funzionale agli uomini. Così ieri è andato avanti con il 4-3-3 delle ultime partite, e la squadra tutta ha beneficiato della fisicità di Matuidi e della buona vena di Khedira. Tenere la porta blindata per otto partite era impresa che non riusciva ai bianconeri dal febbraio 2016: contro la Roma la Signora ha unito all’imperforabilità una notevole produzione di azioni offensive. Ventidue conclusioni effettuate, mai la Roma ne ha aveva concesse così tante. Il momento è positivo e il tecnico dell’en plein (quattro vittorie su quattro contro i giallorossi allo Stadium) e dei 7 punti conquistati nei tre scontri diretti (con Napoli, Inter e Roma) se lo gode. «Questi punti sono più che meritati – dice Allegri –. Il Napoli? Sarri sta facendo un ottimo lavoro, noi cercheremo di batterlo».

INCASINATI – Magari evitando qualche leggerezza nel finale per la quale si era lasciato scappare un «Siamo matti». «C’è stata un’incomprensione e abbiamo lasciato palla a Schick, rischiando di prendere il pareggio. Benatia e Chiellini si sono incasinati un po’, per fortuna il portiere ci ha messo una pezza. Però sono contento perché abbiamo vinto una partita complicata, devo fare i complimenti ai ragazzi perché abbiamo chiuso un ciclo importante e ritrovato la nostra mentalità. Potevamo fare qualcosa in più, ma vincere 1-0 è sempre bello. Siamo cresciuti molto fisicamente».

PIÙ SOLIDI – Allegri ha sottolineato anche l’importanza di Khedira e Matuidi (uscito per crampi), scudieri al servizio del cavalier Pjanic: «Danno molta pressione a metà campo e s’inseriscono. Avevamo preparato la partita con Higuain che usciva su un centrale e uno su Matuidi e Khedira andava sull’altro. Sami alla fine era stanco, però è sempre nel posto giusto e ha intelligenza. Alex Sandro ha fatto un gran secondo tempo e Pjanic sta facendo il giocatore serio. Sono passato al centrocampo a tre perché eravamo fragili e prendevamo troppo tiri. Stasera avevo bisogno a sinistra della fisicità di Mandzukic e della corsa di Alex Sandro». Per il tecnico bianconero i giallorossi restano una delle candidate per lo scudetto: «La Roma lotterà fino alla fine, insieme al Napoli è più avanti ma l’Inter è sempre lì e non escludo dal discorso nemmeno la Lazio. Nelle grandi sfide per vincere ci vuole sempre una grande difesa, anche se a qualcuno non piace. L’ansia è una cosa che non mi appartiene». La strategia invece resta il suo forte.