Abbiamo interrotto Gigi Proietti nel bel mezzo delle prove del suo nuovo spettacolo teatrale, ma per un valido motivo: una chiacchierata sulla Roma e sul personaggio simbolo del momento: Capitan Totti.
“Il Totti migliore sotto molti aspetti, sia atletico sia umano, è proprio questo. Grazie alla sua continuità, dopo 20 stagioni si può fare un resoconto generale dell’attività di questo grande atleta. La continuità e la fedeltà alla maglia ne fanno un esempio da seguire soprattutto per i giovani. Ritirare la maglia numero 10 quando smetterà? Direi che non è il caso, non esageriamo: poi diventa un fatto di santificazione. Resto sulla posizione per cui Totti è forse il più grande atleta considerando tutte le caratteristiche ed i pregi che ti rendono tale. A volte ci sono calciatori che rendono da grandi campioni in campo, ma poi nella vita non si comportano alla stessa maniera. Totti, invece, riunisce in se tutte le qualità che dovrebbero appartenere ad un grande. Ce ne ha dato prova e non possiamo far altro che ringraziarlo. E poi è così che si da l’esempio giusto ai giovani. Neanche i campioni del passato, anche quello più recente, hanno la completezza di Totti. Non lo dico solo da romanista ma da sportivo in generale”.
L’8 aprile è sempre più vicino, inutile far finta di niente. Gigi Proietti sarebbe disposto a non vincere in campionato con la Lazio pur di batterla, eventualmente, in finale di Coppa Italia? “E’ una domanda da cento pistole. Speriamo che dei due derby in almeno uno si riesca a vincere. Se Andreazzoli merita la conferma sulla panchina? Stranamente ci siamo resi conto di quanto sia difficile prevedere le scelte delle società: ci sono allenatori con curriculum importanti ma poi le situazioni si risolvono in maniera differente da quanto uno sperasse. Credo nelle possibilità che hanno i nuovi tecnici giovani. Oggi cominciano da subito ad allenare e in più vengono da una scuola che ti forma a dovere. Alla Roma può far comodo un allenatore giovane, coraggioso e che abbia maturato già un po’ di esperienza“.
Prima dei saluti un parallelo tra la longevità di Totti in campo e la sua sul palco: “A me incuriosisce la sua lunga fedeltà alla maglia della Roma: è un fatto che denota onestà intellettuale, oltre che atletica. Anch’io, se avessi ancora il mio teatro, sarei stato ugualmente fedele… Le cose passano ma la Roma resta come Totti. Quando c’è un talento associato ad una grande personalità, l’impressione è che certe gesta resteranno nella storia“.
Eugenio Catalani