
La Gazzetta dello Sport (F.Conticello – A.Russo) – Prima il terzino-ballerino fuggito via sbattendo la porta. Poi il centrale-simbolo, che aveva un rapporto simbiotico col suo popolo. Sta succedendo qualcosa di inatteso nella fortezza Juve: mal di pancia che sorprendono, partenze che preoccupano. Almeno i tifosi: sparso qua e là un po’ di inevitabile smarrimento. Si può salutare senza rimpianti Dani Alves, amore breve e fugace, ma è assai più dura staccare il cordone ombelicale che lega a Leonardo Bonucci, uno degli eroi di questo ciclo irripetibile. Meno preoccupazioni, nervi saldi e strategia nella dirigenza che in questi anni ha dimostrato di riuscire a gestire con lungimiranza anche le situazioni più calde. Anche in questo caso, l’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Fabio Paratici, che gestiscono l’uscita lampo di Bonucci, sfogliano la margherita.
SI PARLA GRECO – La possibilità di non intervenire chirurgicamente sul mercato, vista l’abbondanza di qualità al centro della difesa, si scontra con la voglia di riaffermare subito autorità e leadership: piazzare un colpo grosso anche in difesa avrebbe un effetto altamente simbolico. Come un urlo di rabbia al centro del ring. E per questo c’è un nome assai gradito e non da ieri: Kostas Manolas, colonna greco-romana ad un passo dallo Zenit di San Pietroburgo nei giorni scorsi. Eppure il 26enne centrale ex Olympiacos ha preferito in extremis non accettare il trasferimento in Russia: «Lui e Nainggolan non se ne andranno», ha tuonato ieri il padrone giallorosso James Pallotta. Eppure il procuratore del greco ha spesso scambiato chiacchiere informali con la dirigenza Juve: il prezzo fissato dalla Roma è oltre i 30 milioni, il che rende tutt’altro che facile la trattativa. Nella nazionale di Atene Manolas difende in coppia con Sokratis Papastathopoulos, colonna del Borussia Dortmund. La scadenza del contratto nel 2018 e il mancato rinnovo facilitano la trattativa. Insomma, potrebbe esserci un curioso derby greco nel dopo-Bonucci. Nota la pista di Stefan De Vrij, 25enne in scadenza che potrebbe iniziare l’ennesimo braccio di ferro con Lotito; meno battuta quello di Inigo Martinez della Real Socieda, classe 1991. Caldara no: maturerà un anno a Bergamo.
MATUIDI-CAN – Nelle considerazioni bianconere in queste ore convulse vive comunque l’idea che la difesa stia bene com’è: Chiellini-Barzagli-Benatia-Rugani possono bastare, anche perché il progetto è insistere stabilmente sulla difesa a quattro. Con Bonucci via, tramonta l’epopea della BBC e termina la liturgia della difesa a 3. Tra l’altro, è stata da poco ricevuta un’offerta dal Marsiglia per Benatia, ma la trattativa non è mai decollata. A prescindere dai movimenti in difesa, però, Marotta e Paratici (che ha festeggiato ieri i 45 anni) sono attivissimi dalla metà campo in su: ieri hanno visto in centro a Milano Mino ed Enzo Raiola, strappando una volta per tutte il rinnovo di Moise Kean fino al 2020. Nell’incontro si è tessuta anche la tela per Blaise Matuidi, mediano col Psg e vecchio pallino. Serve un uomo di altissimo spessore ad Allegri, un uomo che imponga fisicità: il preferito è Emre Can, tedesco di origini turche, anche lui in scadenza 2018, anche lui ancora restìo al rinnovo. Su di lui si concentreranno gli sforzi, mentre è tornato di attualità Matic del Chelsea, serbo ma non extracomunitario (ha il passaporto sloveno). b
BERNA SENZA PJACA – Assieme al medianone e al vice Buffon (si lima con l’Arsenal per Szczesny), previste accelerate sul fronte di Federico Bernardeschi. Per il momento ci sono le distanze di sempre: offerta da 30 più 5 di bonus e richiesta di 40 più 10. Per aggirare l’ostacolo il d.g. della Fiorentina Pantaleo Corvino ha chiesto l’inserimento di Marko Pjaca, suo pallino da tempo: l’idea era un prestito biennale, magari con opzione di riscatto, ma è stata respinta su due fronti. No della Juve, che coccola il talento croato in questa fase di recupero, e no dallo stesso Pjaca che vuole sfondare a Torino. Più probabile che si smussino gli angoli con altre contropartite: Stefano Sturaro è una di quelle valutate con attenzione.