Daniele Conti, centrocampista del Cagliari, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha parlato del suo passato in giallorosso.
“La partita che non avrei mai voluto perdere? Contro la Roma l’8 febbraio 2006, vincevamo 3-2, perdemmo 4-3 con 2 rigori di Totti, il secondo al 91′. L’esultanza contro la Roma? Io esulto così perché sto qui da 13 anni e ci tengo a questa maglia. Non è stata una provocazione. Anche se mi avevano dato fastidio gli sfottò dei miei migliori amici che mi hanno massacrato con i messaggini. Papà rifiutò un bel po’ di soldi per restare a Roma. Io non ci ho mai pensato. Cosa ha lasciato in eredità mio padre? L’umiltà”.